prostatite, IPB e sesso

    DOMANDA

    Gentile Professore,
    in una precedente risposta mi diceva che le uniche pratiche sessuali che possono nuocere alla prostata sono i rapporti prolungati prima dell’eiaculazione, i rapporti sessuali che non terminano con l’eiaculazione e il passare dall’avere molti rapporti sessuali al non averne.Non ho ben capito se i rapporti sessuali prolungati possono nuocere alla prostata anche quando si prolungano solo per l’assenza di uno stimolo eiaculatorio e nonostante che,alla fine, terminano sempre con l’eiaculazione.In questo caso non vi e’ un forzato impedimento alla fuoriuscita di sperma (vedi la pratica stop and go che nuoce alla prostata).Anche in questo caso provocano infiammazione alla prostata? E se si ricorre solo occasionalmente allo stop and go solo per consentire alla propria partner di raggiungere l’orgasmo, anche in questo caso la prostata e’ danneggiata, oppure essendo una pratica solo occasionale non provoca danni?
    Per l’altro punto:si nuoce alla prostata se si ha un’intensa attivita’ sessuale e non si fanno passare piu’ di 4-5 giorni senza eiaculazione?
    Infine vorrei sapere se la prostatite, o le modalita’ di rapporti sessuali che provocano infiammazione prostatica in un soggetto che soffre di prostatite cronica, possono causare ipertrofia prostatica benigna o se tra le due malattie non vi e’ alcun collegamento.
    Grazie ancora per la sua competenza e disponibilita’.

    RISPOSTA

    Egregio Signore,
    ovviamente le confermo quanto già scritto. La ghiandola prostatica si giova di una attività sessuale quanto più regolare anche se, come ben comprende, non è possibile stabilire un timing di attività assoluto. Diciamo che bisogna evitare prolungati periodi di intensa attività a prolungati periodi di fermo sessuale. Lo stop and go a cui lei accenna non giova anch’esso alla prostata anche se ovviamente un suo utilizzo del tutto occasionale non può essere considerato causa diretta di patologia. Infine la prostatite e l’ipertrofia prostatica benigna hanno dei momenti fisiopatologici comuni anche se non esiste una certezza assoluta per tutti i pazienti.
    Cordialmente