DOMANDA
Buona sera, mio marito soffre da 2 anni di prostatite che gli crea quel fastidioso bruciore. Ha effettuato PSA, tampone, ecoaddome, uroflussometria e quant’altro. Ha preso per quasi un anno un medicinale naturale di cui non ricordo il nome che doveva rilassare la ghiandola ma nonostante la negatività degli esami non ci sono stati rilevanti miglioramenti. Avverte anche stitichezza ed ha eliminato completamente dalla sua dieta il peperoncino che poteva peggiorare i sintomi. L’urologo dice di portare pazienza ma la qualità della vita non è delle migliori. Inoltre lo specialista non ritiene necessario eseguire la cistoscopia avendo mio marito solo 40 anni. Ci può aiutare?
Grazie
Carysol
RISPOSTA
Buongiorno,
i disturbi legati alla prostatite se cronicizzata, non sono facilmente risolvibili proprio perché’ la cronicizzazione della malattia rende difficile sia l’arrivo di farmaci sia la risposta ad essi.
Questo soprattutto se , come nel caso descritto, e’ una forma non associata ad una infezione.
Le terapie, più’ che migliorare la prostatite cronica spesso possono ridurre la probabilità’ di nuovi episodi acuti.
Imprtante e’ valutare se si associa un aumento della ghiandola prostatica come ipertrofia prostatica a carattere ostruttivo (ecografia vescicale con studio del residuo postminzionale, Uroflussometria e PSA). In questo caso la terapia di associazione alfa’ bloccanti ed inibitori della 5 alfa reduttasi (es silodosina + dutasteride) insieme a farmaci come la sereno a repens exane ad azione antinfiammatoria prostatica, possono aiutare se assunti in maniera cronica (oltre 1 anno). Fino ad arrivare ad un intervento endoscopico disostruttivo (rivolto all’IPB associata).
Prof Alessandro Sciarra
Coordinatore Prostate Unit
Policlinico Umberto I
Universita’ Sapienza
Roma