protrusione discale

    DOMANDA

    mi chiamo filippo e le scrivo dalla provincia di avellino, ho 40 anni e soffro di mal di schiena da quasi 20 anni.
    Le scrivo l’esito dell’ultima R.M.
    Riduzione della fisiologica lordosi lombare.
    Discreti fenomeni spondilosici con associata artrosi interapofisaria in tutto il tratto della colonna esaminato.
    modesta riduzione di segnale nelle sequenze T2 pesate degli elementi intersomaticinel tratto L4-S1 da riferire a fenomeni disidratativi.
    Al livello L4-L5, protrusione discale circonferenziale, con modica impronta sul sacco durale;
    al livello L5-S1, discreta protrusione discale circonferenziale che affiora ad entrambi i recessi foraminali ed impronta il sacco durale;
    concomitano fenomeni soteocondrosici delle limitanti somatiche contrapposte.
    Canale vertebrale di ampiezza nei limiti.
    Cono midollare in sede e regolare per spessore e segnale.
    Tengo a precisare che i diversi ortopedici che mi hanno visitato mi hanno detto di fare palestra e durante i periodi di dolore mi hanno prescritto toradol e muscoril…..
    oggi il dolore è aumentato e quasi nn riesco a fare più nulla, da alcuni giorni anche scendendo le scale e/o andando in fallo con un piede mi vengono delle fitte dolorosissime alla schiena. Sicuro di una sua risposta la ringrazio anticipatamente e colgo l’occasione di augurargli un buon 2013.

    RISPOSTA

    Alla sua età è molto frequente che i dischi lombari presentino segni di degenerazione, o per così dire di “invecchiamento”. Nel suo caso sono due i livelli interessati dalla discopatia, sia L4-L5 che L5-S1. Queste discopatie possono dare disturbi anche invalidanti, come quelli da lei riferiti.

    Cosa fare? ritengo utile un ulteriore tentativo di riabilitazione con sedute di Ginnastica Medica in vasca per 2 mesi due volte la settimana, seguita da una terapia riabilitativa specifica con la Ginnastica Medica. Inoltre utilizzerei la terapia farmacologica.

    Il problema però è che i disturbi tendono a ripresentarsi ciclicamente. Proprio questo aspetto reiterativo del quadro clinico deve indurre alla chirurgia, quando tutte le cure riabilitative e mediche non portino ad un risultato soddisfacente.