Protusione discale L3-L4 ed ernia discale L4-L5.

    DOMANDA

    Egr. dottore,
    già sottoposto a microdiscectomia L5-S1 dx a gennaio c.a. e lisi cicatriziale nella’aprile scorso in recidiva, il giorno 12 andante a seguito di RM rachide lombare mi è stata accertata ancora una protusione discale L3-L4 ed ernia discale L4-L5 accompagnata da osteofitosi marginale L4. Non provo dolore, per cui non sarei più intenzionato a subìre interventi ma gradirei consigli circa la correzione della postura. Voglia anche indicarmi possibilmente fisioterapisti o laureati in sciente motorie operanti nella zona di Rimini. Ringrazio e porgo distinti saluti.

    RISPOSTA

    Quando si rivolgono a me soggetti che soffrono di lombalgia o lombosciatalgia in conseguenza di protrusione o ernia del disco e mi presentano la loro risonanza magnetica, che evidenzia la presenza di uno o più dischi che sporgono dalla loro sede, io utilizzo le immagini RMN per spiegare quel che è successo e che cosa è importante fare per risolvere il problema.
    Spiego sinteticamente le funzioni del rachide e mi soffermo in particolare sui dischi intervertebrali usando pressappoco le seguenti parole.
    “Immagini di avere una saponetta bagnata tra le mani. Solo quando i palmi sono perfettamente parallele tra di loro la saponetta è stabile: posso esercitare anche una certa pressione ed essa non scivola. Se, invece, c’è una piccola divergenza essa scivola verso l’apertura. Lo stesso avviene per il nucleo polposo del disco quando i piatti vertebrali che lo racchiudono non restano paralleli. In particolare, quando il rachide lombare si flette, il nucleo polposo viene spinto all’indietro e quando si estende, il nucleo polposo viene spinto in avanti.
    Numerose attività quotidiane costringono in modo ripetuto e prolungato il rachide lombare in flessione, nel lavoro, nel tempo libero e nel riposo: le continue sollecitazioni che spingono indietro il nucleo discale possono impedire il suo riposizionamento in avanti, determinando uno spostamento persistente che può essere solo una sporgenza (protrusione) o una vera e propria estrusione (ernia).
    Ora osservi sulle immagini RMN i corpi vertebrali, i dischi: è evidente la sporgenza del materiale discale dalla sua sede e il suo conseguente effetto compressivo sulle strutture nervose che si trovano posteriormente al disco.
    Ebbene ora lei sa di avere dei dischi che, sporgendo dalla loro sede, comprimono le strutture nervose e sono responsabili del suo dolore; di conseguenza, lei comprende come non sia sufficiente preoccuparsi di ridurre il dolore con farmaci, massaggi o altre terapie passive. Ma è importante fare due cose:
    1° evitare di spingere ulteriormente fuori quei dischi che stanno sporgendo;
    2° fare tutto quello che serve per farli rientrare.
    Per evitare di spingerli ulteriormente fuori deve evitare le posture e i movimenti scorretti in flessione.
    Per farli rientrare deve mantenere la fisiologica lordosi lombare e eseguire gli esercizi di mobilizzazione e rilassamento del rachide lombare in estensione.
    Torniamo all’immagine della saponetta bagnata posta tra le mani. Solo quando le palme sono perfettamente parallele tra di loro la saponetta è stabile: lo stesso avviene per il nucleo polposo.
    Occorre, allora, fare in modo che i piatti vertebrali che lo racchiudono restino paralleli. Ebbene i piatti vertebrali sono, a due a due, paralleli tra loro quando il rachide lombaree mantiene la lordosi fisiologica”.
    In questo periodo lei non avverte dolore; tutto questo è positivo perchè il nostro corpo è in grado di riequilibrarsi da solo: più del 90% dei pazienti con ernia discale migliora con cura conservativa.
    Per prevenire il dolore è importante che Lei faccia tutti i giorni quello che serve per il benessere della sua colonna vertebrale; glielo descrivo brevemente.
    Informazione: deve conoscere la sua colonna vertebrale, in particolare le sue benefiche curve fisiologiche. In particolare, per stare bene deve imparare a mantenere la benefica lordosi lombare nelle posture, nei movimenti, negli sforzi, nelle attività sportive e nel riposo.
    Riposo notturno: deve dormire mantenendo la benefica lordosi lombare, meglio se in posizione supina (sul dorso); se non ha un materasso in lattice, formi un rotolo avvolgendo un asciugamano e lo ponga tra le vertebre lombari e il materasso. Se dorme sul fianco eviti di assumere la posizione fetale.
    Lavoro: se lavora seduto utilizzi una sedia ergonomica dotata di supporto lombare e cerchi di lavorare mantenendo la lordosi lombare.
    Tempo libero: deve imparare a fare anche i più semplici movimenti quotidiani come lavarsi e vestirsi senza curvare la schiena.
    Per quel riguarda la sua richiesta “Voglia anche indicarmi possibilmente fisioterapisti o laureati in sciente motorie operanti nella zona di Rimini” le indico “Rimini Back School” che può trovare sul sito www.backschool.it nella sezione “Back School in Italia”.
    Cordiali saluti
    Benedetto Toso