DOMANDA
Buongiorno Professore ! L’anno scorso il mio PSA risultava durante un ricovero a 18.0. Ho fatto 3 visite specialistiche con esplorazione rettale da Primari di Ospedale per avere piu’ sicurezza nella diagnosi. – I primi due mi hanno consigliato una Biopsia mentre il terzo mi ha detto che non vi era necessita’ ma vedeva una situazione di assoluta normalita. – Premetto che purtroppo da anni soffro di una malattia intestinale molto importante Morbo di Crohn sono stato operato due volte con resezioni parti di intestino. – Una TAC sbagliata con diagnosi di tumore intestinale mi ha portato a un ricovero urgente all’ Ististuto Tumori di Milano per due mesi quando in realta’ era solo il mio Crohn con una complicanza.
Ho letto che un valore alterato del PSA non è da considerarsi da panico. – La mia domanda è questa : è possibile che avendo una situazione tanto estesa, una infiammazione cronica intestinale possa essere coinvolta anche la mia Prostata portanto valori alterati ? – Non ho disturbi urinari, il mio getto è normale, nessuna difficolta’, nessun brucione. – Ho fatto di mia iniziativa una ecografia prostatica risultata negativa.
Grazie per la Sua gentile risposta.
Della Noce Romualdo
RISPOSTA
Buongiorno,
e’ vero che un aumento del PSA sopra 10 ng/ml non da’ certezza di un tumore prostatico ma sicuramente pone un forte sospetto per esso.
E’ anche vero che un morbo di Chron per possibile stato infiammatorio cronico/acuto trasmesso alla ghiandola prostatica puo’ favorire un aumento del PSA per motivi non tumorali.
Tuttavia in questi casi e’ sempre consigliabile eseguire una biopsia prostatica che puo’ sciogliere il dubbio, invece di andare avanti con un possibile tumore prostatico che continuerebbe a progredire rendendo in futuro una eventuale terapia meno efficace.
Quel valore di PSA e’ piu’ che sufficiente da solo per indicare un rischio elevato e richiedere la conferma con una biopsia.
Nel caso in cui comuqneu il paziente volesse eseguire altri accertamenti per confermare o no il rischio prima di eseguire la biopsia, l’ecografia prostatica e’ ormai considerata non utile per indicare o no il rischio di tumore prostatico ed a ora viene utilizzata solo per guidare la biopsia.
Come imaging invece buoni risultati vengono dati dalla nuova risonanza magnetica multiparametrica della prostata. Questa risonanza unisce ad un imaging molto accurato , anche la valutazione metabolica di sostanze come la colina che si concentrano differentemente nel tumore rispetto alla prostata normale, o lo studio della vascolarizzazione (che aumenta nei tumori). Questa risonanza puo’0 dare alcune indicazioni sul rischio di tumore prostatico. Il nostro centro esegue da anni questi tipi di studi.
Invece come marcatore da poter associare al PSA , e’ oggi disponibile la PCA3, un marcatore genico meno influenzato dai processi infiammatori prostatici. Un suo valore superiore a 35 indica sospetto per tumore prostatico.
Il consiglio di base pero’ in questi casi e comuqneu di eseguire una biopsia prostatica.
Cordiali saluti
Prof Alessandro Sciarra
Prostate Cancer Unit
Policlinico Umberto I
Universita’ Sapienza
Roma