DOMANDA
Gent.mo dott. Sciarra,
ad agosto,quindi a distanza di 6 mesi dal termine della radioterapia per cacinoma prostaticpo, mio padre e’ stato sottoposto ad ulteriore iniezione di ormoni.
Le precedenti letture del PSA risultavano in pieno controllo.
Il dubbio che mi viene riguarda l’utilita’ di tale esame nel caso di un paziente, come mio padre, sottoposto a terapia ormonale concomitante e successiva a radioterapia.
Non viene falsato in questo modo il valore del PSA e quindi il controllo dell’effettiva riuscita della radioterapia? In caso di risposta affermativa, quanto tempo bisognera’ aspettare per valutare l’effetto della radioterapia, essendo il PSA per il momento ancora “mascherato” dagli ormoni?
Grazie
RISPOSTA
Buongiorno,
l’ormonoterapia non maschera il PSA ma lo riduce se agisce con efficacia su di esso.
In un paziente sottoposto a radioterapia come trattamento primario per il carcinoma prostatico, generalmente si associa l’ormonoterapia perche’ e’ in grado di potenziarne l’effetto.
A fine ciclo, sempre in regime di ormonoterapia si analiza il PSA, aspettandosi un valore almeno inferiore a 1.0 ng/ml e soprattutto stabile non crescente.
In base all’aggressivita’ del tumore si decide se sospendere l’ormonoterapia dopo 1 o piu’ mesi ( anche 12 mesi) dalla radioterapia sempre se il PSA e’ stabile.
Sospesa l’ormonoterapia, se il PSA non risale, questo e’ un indice di risposta favorevole al trattamento.
In tutto questo ragionamento l’ormonoterapia non maschera il valore del PSA ma potenzia la radioterapia ed a sospensione rivela la sua efficacia come trattamento primario.
Cordiali saluti
Prof Alessandro Sciarra
Prostate Cancer Unit
Policlinico Umberto I
Universita’ Sapienza
Roma