psicologia del volto

    DOMANDA

    Buonasera dottoressa, ho un problema d’insicurezza: non riesco a mantenere ‘un’espressione facciale’ naturale, tendo a coprirela bocca con la mano quando devo ascoltare qualcuno, oppure penso costantemente al fatto di non essere naturale con il viso, in particolar modo con la bocca, serrando le mascelle. la casusa può essere nel fatto che tenevo da piccola sempre la bocca aperta, respirando con essa. Come devo fare? vedo tante persone con una naturale espressione del volto, io invece, nei momenti in cui rimango in silenzio, irrigidisco i muscoli del volto… mi immagino questo broncio poco carino… che ne pensa dottoressa?? andrei anche in terapia se necessario xk mi crea problemi, ma potrò risolvere questa insicurezza completamente.?Attendo con ansia una sua risposta grazie mille anticipatamente

    RISPOSTA

    Carissima affronterei il problema a più livelli.
    Primo. E’ proprio certa che si tratti di insicurezza ? Lei stessa attribuisce queste abitudini a un problema respiratorio, che nulla ha a che vedere con supposte disposizioni psicologiche. è invece probabile l’opposto ovvero che il comportarsi come lei descrive (ad es. mettere la mano davanti alla bocca) generi difficoltà nelle relazioni. Il problema non pare originare quindi dall’insicurezza, ma da alcune manifestazioni fisiche, di altra natura.
    Secondo. Pertanto, ragionerei sui comportamenti che le creano disagio ovvero applicherei una terapia di tipo comportamentale volta a ridurre la frequenza di abitudini quali la mano sulla bocca o l’irrigidimento dei muscoli. Si tratta semplicemente di applicare una procedura del tipo ‘If . then’ cioè ‘se . allora’. In pratica ‘se mi viene la tentazione di mettere la mano davanti alla bocca allora metto la mano in tasca’ (oppure appoggio la mano sul tavolo.. o qualsiasi altra azione da lei scelta e che ritiene essere un opportuno comportamento alternativo). Si tratta di sostituire una abitudine (mano davanti alla bocca) con un’altra e di allenarsi a farlo con continuità. Può cominciare dalle situazioni più semplici, ad es. in compagnia di familiari, amici o comunque persone note per poi estendere le nuove abitudini a situazioni potenzialmente ansiogene, nuove, più impegnative. Vedrà che in poco tempo il comportamento che le creava disagio diventerà automaticamente sostituito da un altro neutro.
    Terzo. Mi pare che una buona fetta del problema stia nel suo sistema di pensieri. Lei riferisce di immaginarsi guardata e che tutti la vedano in difficoltà e diversa.. Non è detto. La inviterei a pensare a tutta se stessa e non a quella piccola parte di sé che chiaramente le piace meno. Alcuni suoi movimenti della mano sono fonte di stress ? Va bene. Può ridurli applicando la tecnica che lo ho illustrato sopra, ma anche contemporaneamente può riflettere sul fatto che tutto il resto di sé funziona. Di solito ci si fa forza con ciò che c’è e che piace, piuttosto che con ciò che manca o che ci piace meno. Provi quindi a richiamare alla mente tutte le sue qualità positive, le cose in cui riesce bene, le situazioni belle che vive e vedrà che queste piccole abitudini facciali assumeranno un’altra prospettiva. Credo che viste sotto questa nuova luce le saranno anche più facili da affrontare e vedrà che in breve tempo
    a) Scoprirà di essere molto più sicura di ciò che credeva.. Un po’ di insicurezza è funzionale all’affrontare le situazioni con prudenza e ponderazione. troppa sicurezza talvolta riflette una visione eccessivamente ottimistica di sé e delle situazioni
    b) Sostituirà alcune abitudini quali la mano alla bocca e l’irrigidimento facciale con altre più neutre. meno appariscenti o comunque non problematiche dal suo punto di vista
    c) Scoprirà tutte le sue ricchezze e forze e riuscirà ad accogliersi nella sua interezza, in particolare per i punti di forza e le ricchezze interiori… A quel punto vedrà che
    d) Essersi cimentata con questo (piccolo) problema l’avrà resa più forte, matura e pronta ad affrontare con pienezza le sfide della vita come i bei momenti.
    Con affetto e simpatia.