quando il passato ci condiziona il futuro

    DOMANDA

    Sono stata lasciata 4 mesi prima del matrimonio.Questa esperienza mi ha fortemente segnato, nel senso che mi trascino ancora dopo 3anni, un profondo senso di delusione, frustrazione, rabbia,fallimento.Dopo un anno e mezzo ho intrapreso una nuova relazione, forse spinta più dal desiderio di dimostrare a me stessa e agli altri che sono in grado di andare avanti, di trovarmi un degno “rimpiazzo” e di avere qualcuno a cui “aggrapparmi”, distogliendo la mente dai soliti pensieri fissi e costanti legati al mio recente passato sentimentale.Il fatto di avere 42 anni e avere sfiorato il traguardo, il fatto di non essermi sposata, di non avere figli, mi fa sentire agli occhi degli altri diversa, esclusa, inadeguata.
    Il mio attuale compagno mi dà molto dal punto di vista affettivo e sarebbe disposto a convivere.Mi trascino questa nuova storia da poco più di un anno, tentenno, non sono felice, sono incostante, non riesco a garantire all’altro la stabilità che vorrebbe e merita. Sono confusa. Il ritrovare dopo 20 anni un mio ex sposato con il quale ci è stato un forte riavvicinamento negli ultimi mesi culminato in una bellissima, intensa a passionale avventura (già terminata), mi ha destabilizzato al punto tale che mi domando: se la vita di coppia richiede parecchie concessioni, vale la pena di lottare tanto per una relazione, alla mia età (42),o forse è meglio godere di cio’ che ci capita, senza necessariamente mettere le basi per un futuro insieme?Da un lato, vorrei continuare ad i

    RISPOSTA

    Cara amica,
    non bisogna mai smettere di credere e di lottare per realizzare l’aspirazione più grande di tutti noi: amare e essere amati. Mi creda, ogni età è giusta, anzi l’amore maturo è forse più completo di quello giovanile, perché abbiamo raggiunto una maggiore consapevolezza di noi stessi.
    Cordiali saluti

    Donatella Marazziti