DOMANDA
Gent.mo prof Scardino
Premetto che ho un K prostatico (GS 7 4+3). Dalla scinti sono risultate tre zone captanti il radiofarmaco, queste stesse zone in seguito alla tac mirata con finestra per osso sono risultate aree osteoaddensanti. L’oncoloco mi ha detto che, a parer suo, trattasi di secondarismi e mi ha prescritto per 1 anno infusioni di zometa. Poiché gli esami segnalano secondarismi possibili a carico sempre delle stesse sedi ossee ed è, quindi, probabile che si possa trattare di una diffusione della malattia a distanza non sarebbe opportuno anche valutare una terapia radiometabolica con un radiofarmaco osteotropo quale lo stronzio radioattivo o, in alternativa, ricorrere ai radionuclidi beta-emittenti? Può dirmi gentilmente il Suo parere in proposito e consigliarmi per il meglio? Grazie. Distinti saluti.
RISPOSTA
Da alcuni anni nelle metastasi ossee il farmaco di scelta è rappresentato dall’acido Zoledronico(Zometa).
E’ un farmaco ben tollerato che in alcuni studi ha dimostrato anche un effetto tumoricida.
La sua tollerabilità è tale da poterne permettere l’uso anche per periodi molto prolungati e con cadenze mensili.
Sono passati in secondo piano le terapie radiometaboliche con Stornzio e Samario , molto più impegnative e tossiche anche a livello midollare tanto da precludere , a volte , ulteriori terapie come la chemioterapia in caso di progressione di malattia.
La terapia con Zometa mi sembra l’associazione ottimale con quella ormonale che suppongo stia facendo.
Cordiali saluti