DOMANDA
Buonasera gentile dottore,
Ho 32 anni,sono sposata e ho due figlie. Una di 5 anni e l’altra di 2 e mezzo. Il mio problema è che mi rendo conto di avere un rapporto totalmente diverso con le mie bambine. Non solo per le età differenti, ma proprio per le sensazioni che mi trasmettono. Con la più piccola c’è una grandissima intesa, mentre con la più grande fatico veramente tanto. È sempre stato cosi è una bambina molto energica e vivace, da neonata non dormiva mai e ricordo quei mesi con terrore. Non sapevo cosa fare per farla stare tranquilla e riuscire a godermi serenamente la maternità. Non nego di essermi sentita una pessima madre per questo le altre mi sembravano tanto rilassate e io-e mio marito-eravamo nel panico.
Crescendo le cose sono migliorate,ma è sempre rimasta questa sorta di fatica nel comprendere il suo carattere.
Mi rendo conto di essere sulla difensiva con lei e di essere molto severa. È una bambina estremamente buona e generosa,ma molto onestamente,nonostante la ami mi accorgo di non esserle legata come all’altra. Mi sento un mostro anche solo a pensare questa cosa…ma è cosi. Mi chiedo in continuazione quali siano le ragioni di questi sentimenti cosi assurdamente contrastanti mi sono data qualche motivazione,ma vorrei uscire da questa situazione che mi sta avvelenando.
Voglio che lei cresca serena e temo che percepisca tutto ciò. Non voglio che soffra a causa mia,né voglio minare il rapporto fra le due sorelle con gelosie e rivalità. Cosa posso fare? Grazie infinite!!
RISPOSTA
Cara Lettrice,
lei stessa in fondo si rende conto che, in queste difficoltà nei confronti della prima figlia, l’amore non c’entra. Si tratta piuttosto di sentimenti contrastanti, difficili da far stare insieme. E’ possibile che la prima esperienza di maternità abbia attivato in lei sentimenti profondi e inattesi che non sapeva come gestire? Che si sia sentita impotente, inadeguata e terrorizzata? Questa è una cosa che succede a molte mamme in realtà; soprattutto la prima esperienza di maternità può “risvegliare” dei fantasmi che neppure sapevamo di avere dentro di noi. La posizione “sulla difensiva” diventa allora più comprensibile, ed anche la severità: la prima è una reazione naturale dinanzi a qualcosa che emotivamente ci fa sentire in pericolo, la seconda è un tentativo di acquisire il controllo della situazione.
Con la figlia arrivata per seconda, invece, si è creato spontaneamente quello spazio libero dai fantasmi che vi ha consentito di trovare una sintonia. Alla fine dei conti le sembra di preferire una figlia, di non amare altrettanto l’altra, e di essere pertanto una cattiva madre.
Se le mie ipotesi hanno senso, allora potrebbe provare a conoscere meglio questi fantasmi, ad esempio facendo caso a quando si risvegliano nel rapporto con la figlia maggiore, spaventandola e rendendola così inflessibile.
un caro saluto
Maurizio Brasini