Rapportarsi con il cibo e con se stessi.

    DOMANDA

    Buongiorno Dott. Mian,
    la ringrazio fin da subito per la sua disponibilitá e professionalitá che mette a disposozione in questo contesto.
    Il mio nome é Laura ho 27 anni e purtroppo mi ritrovo come tanti altri giovani laureata e disoccupata, mi do da fare facendo dei lavoretti, ma l’ansia per il NON futuro è molta. Purtroppo da diversi mesi il mio rapporto con il cibo é mutato ormai é un pensiero ossessivo oltre ad essere diventata estremamente nervosa ed irritabile.
    Mi rendo conto di mangiare piú per una forma nervosa che per fame; ho sempre sgarrato perchè sono molto golosa, quindi i miei pasti richiedono da sempre la conclusione con un dolce (un biscotto, un pezzetto di cioccolato o una caramella), peró ormai è una malattia; mangio di tutto e soprattutto la sera dopo cena, trangugio scatole di cereali ipocalorici cercando di ingannarmi (fanno ingrassar meno!!) caramelle, biscotti di tutto.
    Ho avuto in passato problemi di rapporto con il cibo (in adolescenza).
    Anche ora come all’epoca, ho sensi di colpa (vado a correre dopo) mi autodisgusto ma non riesco a frenare questa necessitá di abbuffarmi ed ormai non solo di dolci; tento ogni tanto di mangiare carote, finocchi dicendomi “cosí faccio piú fatica a masticare e mi riempio” ma placa il mio desiderio di cibo per poco tempo.
    So che è per via dell’insoddisfazione che provo per la mia attuale “vita” peró non so forse esistono dei blocca fame od esercizi da fare?!
    Ringraziandola infinitamente,
    porgo cordiali saluti.
    Laura D.

    RISPOSTA


    Cara Laura,
    purtroppo come dice lei, il cibo in questo momento viene utilizzato per sopperire agli stress che la vita le sta riservando e che mi auguro stia risolvendo.

    O modifica le situazioni stressanti, o cambia l’atteggiamento verso questi problemi.

    Esercizi da fare o “blocca fame” servirebbero a poco ora se non lavora sopra i motivi della sua sofferenza attuale.

    Si apra con chi ha accanto e veda ai problemi come a delle sfide che puo’ superare.

    Qualsiasi esse siano.
    Nel contempo,insieme ad uno psicoterapeuta che si occupi di comportamento alimentare affronti il suo rapporto con il cibo, le ossessioni ed il corpo.

    Le assicuro che già da quanto scrive, il percorso non sarebbe cosi’ lungo come immagina e cosi’potrebbe risolvere quanto la fa soffrire sin dall’adolescenza.

    Le auguro ogni bene.


    Emanuel Mian