DOMANDA
Gentile Dott.ssa Licitra,
le scrivo per mia mamma alla quale nel 2005 hanno diagnosticato un carcinoma indifferenziato al rinofaringe con interessamento di un linfonodo. Dopo tre cicli di chemio con cisplatino intervallati da cetuximab il carcinoma è regredito e lei non ha voluto completare il programma previsto dall’oncologo che prevedeva RT. 4 mesi fa a seguito di accertamenti per una diplopia le hanno diagnosticato la recidiva, questa volta il carcinoma dall’esame istologico è risultato del tipo squamoso. Ci siamo affidati allo stesso oncologo che ha voluto ripetere lo stesso programma, purtroppo questa volta al termine dei tre cicli la malattia non è regredita ma avanzata leggermente. Ora il carcinoma ha raggiunto la base cranica e inizia a preoccuparci, ci hanno parlato di radioterapia mininvasiva, cyber knife, ecc. ma al momento abbiamo le idee poco chiare.
Cosa ci consiglia?
Grazie
RISPOSTA
Gentile Signora/Signore,
il trattamento del tumore rinofaringeo prevede l’uso della radioterapia, eventualmente da integrarsi alla chemioterapia, prima e/o durante la radioterapia stessa.
Le tecniche radioterapiche usate oggi sono molteplici e sempre più mirate. Nel caso specifico del tumore rinofaringeo è consigliata una radioterapia di tipo IMRT, cioè “ad intensità modulata”.
L’IMRT favorisce infatti l’erogazione di dosi elevate di radioterapia sul volume tumorale bersaglio, con conseguente impatto sia sul controllo locale che sulla sopravvivenza complessiva; parallelamente, consente un risparmio dei tessuti sani e degli organi critici (quindi, il raggiungimento di una buona qualità di vita per minori tossicità tardive).
Con queste premesse, date l’evoluzione e l’estensione attuale della malattia di sua mamma, il trattamento radiante è pertanto fortemente consigliato.
Cordialmente,
dott.ssa Lisa Licitra