referto rm di ginocchio gamba sx

    DOMANDA

    Gentile dottore,all’età di 17 anni sono stato operato ai legamenti del ginocchio sx in seguito ad un infortunio sulgli sci,ora a distanza di 9 anni due mesi fa,mentre ero al lavoro,il ginocchio è tornato improvvisamente a farmi male bloccandomi i movimenti.
    Ho fatto una rm e ho appena ritirato il referto,ma ovviamente non ne capisco nulla e chiedo una sua “traduzione”.
    Non significativi versamenti nel piano articolare,in esiti di intervento di ricostruzione del legamento crociato anteriore da rotuleo.
    La struttura protesica tendinea appare assai poco definibile e disomogeneo appare il tessuto del decorso ligamentoso.
    Si apprezza tessuto di granulazione e ispessimento infiammatorio con alterazione pseudocistica che si estende all’interno del tunnel osseo tibiale e protrude nelle parti molli al davanti del piatto tibiale.disomogeneo, lievemente improntato nel suo decorso, il t.rotuleo proprio distalmente.Sottile e solo poco visibile nel tunnel osseo femorale la porzione craniale protesica.
    non lesioni del crociato posteriore,angolato.
    Menisco mediale sottile e disomogeneo al corno posteriore da verosimile rimodellamento.
    non lesioni del t.del quadricipite.
    modesto ispessimento del collaterale mediale all’inserzione condilare.
    Non significative lesioni sulla femoro rotulea.
    In attesa di una sua risposta la ringrazio anticipatamente e le invio distinti saluti

    RISPOSTA

    Dopo una ricostruzione del legamento crociato anteriore è possibile che si verifichino fenomeni artrosici più o meno marcati. Inoltre il trapianto legamentoso può andare incontro a fenomeni di rimaneggiamento. Alla RM questi fenomeni vengono letti come una alterazione di segnale del neo legamento. Inoltre i tunnel ossei che alloggiano le estremità del legamento possono allargarsi, specie in presenza di mezzi di sintesi riassorbibili. E’ opportuno far visionare ad uno specialista ortopedico le immagini RM per controllare la posizione del trapianto a distanza di anni dall’intervento e soprattutto valutare la stabilità residua del ginocchio.