Reflusso gastroesofageo e approccio psicologico

    DOMANDA

    Salve dottore,
    sono un uomo di 50 anni e da circa 6 soffro di problemi gastrici. Ho fatto diversi accertamenti,( gastroscopia, PH metria, manometria e RX dell’Esofago), e mi è stato diagnosticato un Cardias un po’ incontinente. Da tempo faccio una terapia con I.P.P. e Gaviscon, ma i disturbi continuo ad averli, soprattutto la notte non posso dormire a causa di forti bruciori allo stomaco. I miei disturbi a volte sono strani, infatti mi capita spesso che, anche se i miei pasti sono pesanti, ma consumati in serenità e allegria, non accuso nessun disturbo, invece altre volte magari se mangio poco e leggero, accuso forti bruciori allo stomaco. Preciso che sono un tipo un po’ ansioso e spesso somatizzo lo stress e insoddisfazioni.
    Io le chiedo, visto che la terapia che faccio non mi ha dato grossi benefici, sarebbe il caso di pensare di trattare i miei disturbi da un punto di vista psicologico? Grazie anticipatamente.

    RISPOSTA

    Buongiorno, il reflusso gastroesofageo di cui soffre è un  problema molto frequente, sicuramente influenzato dallo stress. Quindi un approccio sotto il profilo psicologico può essere utile. D’altra parte è anche importante non essere sovrappeso, assumere la terapia in maniera e con il dosaggio appropriato. Più raramente, a causa del continuo ed elvato fabbisogno di terapia si deve pensare ad una correzione chirurgica con plastica anti-reflusso per via laparoscopica.