Reni policistici, acqua e dieta

    DOMANDA

    Gentile dottore, mi hanno diagnosticato Reni policistici 13 anni fa: mia madre ne soffriva ed è morta per un aneurisma cerebrale che ha sanguinato.
    I miei fratelli – non tutti – ne soffrono.
    Ho 45 anni, peso 74 kg, altezza 1,70. Sono iperteso.
    Il mio nefrologo mi ha prescritto RAMIPRIL 10mg, MICARDIS 80mg e MODURETIC, 1 compressa al giorno.
    Io assumo il RAMIPRIL ed ometto gli altri farmaci. Temo che troppi farmaci possano alla lunga creare dipendenza. La pressione si mantiene intorno ai 120/80 – con punte di 130-140/95-100 di inverno. Ultimo esame: CREATININA 1,37 mg/dl, SODIO 140 mEq/l, POTASSIO 4,80 mEq/l. RMN cranica: cisti aracnoidea sul lato sinistro.
    Non fumo, non bevo alcolici. Una tazzina di caffé – non decaffeinato – la mattina al risveglio.
    Seguo una dieta a basso contenuto di sodio. Mangio pochissima carne ma non seguo una dieta ipoproteica.
    Con l’arrivo dell’estate quanta acqua dovrei bere? Come devo comportarmi con il potassio degli alimenti (frutta e verdura)? Mi fa bene o no? Per finire, ho letto che negli USA hanno trovato miglioramenti nei ratti che assumevano Bicarbonato di Sodio e Citrato di Potassio, oltre ad acqua in eccesso.
    Posso provare oppure sono le solite mode?
    La ringrazio anticipatamente per il tempo che potrà dedicarmi.

    RISPOSTA

    Caro Signore,

    Non entro nel merito della sua domanda sulla terapia: la scelta di non seguire le indicazioni del suo medico deve discuterle, per l’appunto, con il suo medico.
    I farmaci antiipertensivi comunque non creano dipendenza come fossero delle droghe.
    Quanto alla dieta e alle abitudini quotidiane mi sembra che lei si stia comportando bene. Dato che la sua funzione renale è di poco alterata e la potassiemia nella norma non ha problemi a mangiare frutta e ortaggi in abbondanza.
    La questione dell’acqua è interessante. Gli studi sperimentali hanno dimostrato che nella formazione delle cisti è coinvolta una molecola che si chiama AMP ciclico. La produzione di questa molecola è aumentata da un ormone che si chiama AVP. A sua volta la produzione di questo ormone dipende dalla quantità di liquidi corporei: una carenza di liquidi ne aumenta i livelli, un’abbondanza di liquidi lo inibisce. In altre parole, mentre la disidratazione aumenta i valori di AVP, bere molta acqua ne riduce i livelli nel sangue. I livelli ridotti di AVP fanno diminuire l’AMP ciclico nelle cellule del rene, e meno AMP ciclico si traduce in meno crescita delle cisti.
    E’ su questa sequenza di eventi che è basato il razionale dell’impiego di un farmaco inibitore dell’AVP, che si chiama tolvaptan, in uno studio clinico nel rene policistico. I risultati di questo studio saranno noti a breve.

    Intanto, se non ci sono altre controindicazioni, bere molta acqua potrebbe essere una soluzione semplice ed efficace, sebbene ancora di non dimostrata efficacia.

    Quanto all’assunzione di bicarbonato di sodio e citrato di potassio. Vi sono dei dati sperimentali di alcuni anni fa che suggeriscono che questi composti possano prevenire negli animali la crescita delle cisti renali, o comunque preservare la funzione renale. Non ci sono dati però nell’uomo che ne dimostrino l’efficacia.
    Curiosamente, alcuni pazienti hanno riportato a livello individuale (ma non documentato con studi appropriati) che una dieta vegana protegge i reni nel rene policistico. La dieta vegana tende a rendere le urine meno acide, esattamente come fanno bicarbonato e citrato di potassio.
    Una dieta vegana stretta come viene indicato da queste esperienze (a cui manca una rigorosa dimostrazione di efficacia) richiede di rinunciare a molti alimenti, e personalmente credo che sia impraticabile dalla maggior parte delle persone.

    Cari saluti.

    Giuseppe Remuzzi