DOMANDA
Gentile Dott. Marini
mi chiamo Maria Luisa, sono siciliana e ho 47
anni. Nel 2005 mi è stata radiata la tiroide ma il morbo di basedow
purtroppo no.
Nel mese di marzo di quest’anno sono stata visitata da un
Prof. di Pisa,su consiglio del mio endocrinologo anche lui di Pisa , per
un consulto relativo alla mia oftalmopatia basedowiana, secondo lui
apparentemente in remissione,il suo consiglio è stato quello di
aspettare alcuni mesi per vedere se la situazione si stabilizzasse (in
effetti a tutt’oggi non ci sono stati cambiamenti a parte i soliti
fastidi di secchezza e di lacrimazione oculare) e dopo consultare un chirurgo
e prendere in considerazione la correzione chirurgica della retrazione
palpebrale.
Non le nascondo che ho molta paura, non solo per l’
intervento in se ma più che altro perchè non so se faccio bene o se
peggioro la situazione, se è meglio tenermi questi problemi, con i
quali ormai ho imparato a convivere, o cercare di migliorare
probabilmente la sintomatologia e per quanto sia possibile migliorare
il mio sguardo.
Da quello che può capire sono molto titubante però
prima di prendere un decisione e sostenere delle spese vorrei avere,
se possibile, delle informazioni al riguardo: tempi, modi, pro e
contro dell’intervento e soprattutto se un eventuale intervento potrei
farlo con la mutua.
Capisco che forse le chiedo troppo ma spero tanto
nella sua disponibilità.
La ringrazio anticipatamente per la sua
cortesia.
Cordiali saluti.
RISPOSTA
la ringrazio per la cortese ed intelligente domanda.
Quando trattare una ESOFTALMOPATIA BASEDOWIANA?
E’ opinione acclarata che qualsiasi chirurgia STRABOLOGICA o di altra natura
in Oftalmologia chirurgica deve sempre eseguirsi dopo aver trattato l’esoftalmo.
Ho visto successi e trattamenti molto innovativi del dottor SURACE dell’Ospedale Civile di ROVERETO. Appplica una tecnica di decompressione della cavità moderna innovativa e con pochi effetti collaterali.
Le consiglio di rivolgersi in tutta fiducia a lui.
a presto
SUO DOC