DOMANDA
Egregio professore, le scrivo per mia madre di 85 anni che da circa 6 mesi ha il piede cadente; 2 mesi fa e’ stata operata per decompressione sacco radicolare bilaterale l3-l4 e l4-l5; il dolore e’ diminuito e riesce a sollevare leggermente la punta del piede muovendo anche tutte le dita, ma il deficit persiste; in ospedale prima dell’operazione hanno riscontrato ipotrofia di tutti i muscoli dell’arto inferiore sn e l’arto in questione lo sente pesante un quintale; cosa si puo’ fare per migliorare la situazione? Il piede e’ recuperabile? Si e’ sottoposta anche al cro system, ma senza risultati…
La cyclette puo’ aiutare?
Che esercizi dovrebbe fare?
Grazie.
RISPOSTA
Gent. Utente,
La decompressione del sacco durale,pur ripristinando i rapporti anatomici del distretto interessato,non sempre è immediatatamente risolutivo nel trattamento del deficit correlato.Nel caso specifico, i tempi di recupero potrebbero risentire di alcuni fattori legati alla durata e al grado di sofferenza delle radici interessate.La riduzione del dolore e la ripresa funzionale parziale(da lei descritta), verificato il buon esito del trattamento chirurgico, vanno considerate un fattore prognostico favorevole qualora i progressi,anche se lenti,fossero costanti . Il trattamento riabilitativo prolungato nel tempo, effettuato con esercizi di rieducazione neuromotoria, esercizi posturali propriocettivi e training deambulatorio,dovrebbe portare ad un lento e progressivo ripristino delle funzioni dell’arto, tenendo inoltre in conto che,nonostante un corretto approccio chirurgico e riabilitativo,potrebbe residuare una disabilità relativa. A giudizio dello specialista può essere utile l’uso di un ortesi specifica.
Cordialmente
Dott. Giuseppe Scaglione