DOMANDA
Buongiorno, mi chiamo Devis ho 37 anni sono stato operato nel 2005 per un ernia discale l5-s1,negli ultimi 8/9 mesi ho subito un netto peggioramento con bruciore alle gambe ed alla pianta dei piedi. Allego referto RM: Rettificata la lordosi fisiologica. Riduzione del segnale nelle immagini in ponderazione T2 DI tipo degenerativo a carico del disco intervertebrale L5-S1. In L5-S1 sono riconoscibili esiti di pregresso intervento chirurgico di emilaminectomia SX con persistenza di scarsi fenomeni aderenziali e di deformazione cicatriziale del sacco durale. Si apprezza in corrispondenza della porzione posteriore periferica del disco L5-S1 una minuta area di iperintensità del segnale in T2 espressione di fissurazione radiale dell’anulus fibroso in sacco durale e sulla radice nervosa omologa. Negativo il reperto ai restanti livelli esaminati. L’esame EMG ad ago evidenzia segni di pronunciata sofferenza neurogena cronica severa nel M. estensore breve delle dita dx, moderata nei M. tibiale anteriore e peroneo lungo dx senza aspetti di degenerazione acuta. Lievi segni di sofferenza neurogena nei M.tibiale anteriore e peroneo lungo sn. Visto l’RM e la EMG le chiedo quale possa essere il trattamento migliore. Ho eseguito una visita da un neurochirurgo e mi ha detto che dovro’ sottopormi ad un intervento PLIF, puo’ essere la soluzione giusta? Saluti
RISPOSTA
Caro lettore
la NMR dimostra che recidive dell’ernia operata non ve ene sono: il disco è consumato e appiattito e i suoi dolori possono dipendere dalla quota di aderenze formatasi attorno alle radici. Personalmente visto che la EMg non depone per un danno importante non prenderei in considerazione subito la PLIF e l’artrodesi ma proverei prima con terapia del dolore (epidurolisi, epidurali) e fisiokinesiterapia. La PLIF è un interventio definitiovo oltre al quale poi mnon vi è più nulla da poter fare in caso di necessità e non mette al riparo dalla evoluzione “artrosica” del sistema
P.Gaetani
