DOMANDA
Mio marito,oggi 68enne,nel 2009 ha scoperto un tumore al colon c/metastasi epatiche,ad ottobre ha subito la resezione del sigma, dopo 6 cicli diCT(oxaliplatino+xeloda+cetuximab.A giu 2010 asportazione metastasi.Fino a gen.2012 remissione completa.Pet gennaio: ripresa malattia, a Marzo chemioembolizzazione con irinotecan.Dopo 30gg.Pet-Tac con esito:residua tenue iperattività epatica ad oggi di incerto significato.
Lugio Pet x rivalutazione dopo 4 cicli CT con esito: Ripresa malattia ipermetabolica epatica+comparsa di nodulazioni polmonari sospette.
2^ Tace programmata ma non eseguita x comparsa noduli polmonari.Settembre 2012 Tac per rivalutazione loc.epatiche e polmonari dopo 3 cicli di irinotecan + xeloda con esito,Torace:Netto incremento dimensionale noduli parenchimali polmonari,comparsa multipli noduli polmonari secondari bilateralmente.Addome: Aumento della lesione secondaria in S6 epatico,tributaria dell’a epatica dx di ca.53x69x63mm,stabile il nodulo ipodenso in S6 in sede sottocapsulare.Parziale trombosi del ramo portale dx a livello della biforcazione. Formazioni litiasiche endoluminali in colecisti. Netto incremento del versamento intraperitoneale.L’oncologo che sta seguendo mio marito ci ha detto che l’unica strada terapeutica da percorrere e quella di riprendere la Cterapia con l’Oxaliplatino.Desideriamo avere un suo prezioso parere,e sapere se secondo lei ci possano essere delle possibilità di cure e/o interventi aggiuntivi o alternativi.
Ringraziamo Nebbia
RISPOSTA
Cara Lettrice, non è facile dare un consiglio o anche solo esprimere un parere su un caso clinico di cui si ha una conoscenza indiretta e generico, perchè vede ogni tumore è diverso dall’altro, anche quelli che colpiscono uno stesso organo. Non esiste un solo cancro del seno, del colon, del pancreas, come non esistono “la” leucemia o “il” mieloma. Per ognuna di queste neoplasie si conoscono ormai centinaia di varianti, ciascuna con peculiarità talmente marcate e differenzianti da poter essere quasi considerate una malattia indipendente. Detto questo, mi sembra che i medici curanti abbiano seguito con adeguata competenza scientifica i protocolli internazionali previsti in casi analoghi e non è al momento a disposizione della scienza altre strade terapeutiche. Un augurio affettuoso al marito e un cordiale saluto
Umberto Veronesi