Rifiuto del cibo a 10 mesi

    DOMANDA

    Buongiorno,
    mio figlio ha 10 mesi e non è mai stato un gran mangione, da circa un mese non prende più il seno ed abbiamo cominciato a dargli la cena. A colazione prende il latte (solo con il cucchiaio) e biscotti, di 180 ml ne beve 100 o meno. Metà mattina un vasettino di frutta o yogurt e alle 13 la pappa. Metà pomeriggio frutta e la sera dalle 20 in poi la cena.
    In tutte queste occasioni, non appena gli si avvicina il cucchiaio alla bocca, comincia ad urlare, a muovere la testa a destra e a sinistra e a scacciare il cucchiaio con le mani, è impossibile cercare di fargli entrare qualcosa in bocca. Con molta fatica e cercando di farlo distrarre riusciamo a dargli qualche boccone ma non finisce mai (questo vale per tutti i pasti) e a volte non arriva a metà piatto.
    La cosa preoccupante è che questo atteggiamento ce l’ha dall’inizio del pasto e non dopo un pò, quando forse potrebbe non volerne più. Inoltre c’è da dire che ad ogni suo rifiuto lo stato d’ansia in noi genitori aumenta sempre di più e ciò non aiuta.
    Nell’ultima settimana abbiamo provato con il Puervit (consigliato dal pediatra) ma niente benefici, anche per farglielo assumere è un impresa.
    Nonostante ciò il sui peso è di 9,250 Kg ed ha sempre molta energia.
    Come si può fare? Sarebbe preferibile desistere a volte e fargli saltare il pasto? O insistere almeno fino a metà piatto?
    Grazie

    RISPOSTA

    Gentile Signora,
    occorre avere molta pazienza all’ora dei pasti (ed essere sorridenti in
    questa occasione!). E’ importante somministrare al piccolo dei pasti che siano già simili a quelli consumati dai genitori: frullati, dopo cottura, ma sempre più saporiti dei pasti attuali. Il cibo può contenere una piccola quantità di sale e olio cotto (non solo crudo): tutto ciò per renderlo più saporito. Ma soprattutto occorre essere calmi e non drammatizzare: talvolta il mangiare con altri bambini, il mangiare con i genitori a tavola, il mangiare fuori casa, la somministrazione di cibo da parte di persone che non siano la mamma (o il papà) può migliorare la situazione.
    Spero che il tutto migliori presto: se la crescita è buona, si tratta solo
    di pazienza da parte dei genitori e di esperienza di cibi saporiti da far fare al piccolo.
    Saluti cordiali,
    Salvatore Auricchio