DOMANDA
Gentile dottoressa,
complimenti per le esaurienti risposte.
Sono una giovane donna di 29 anni. La mia vita è stata un calvario, a causa di gravi disturbi dovuti all’ansia, al panico, alla fobia sociale.
Tutte le decisioni importanti della mia vita, compresa la scelta universitaria, è stata presa dai miei genitori,poichè a causa di tutti i sintomi non riuscivo a prendere decisioni.
Non dico con quale stato d’animo ho frequentato l’università.
Ora mi sento meglio,ho intrapreso un percorso terapeutico,e i sintomi si sono un pò attenuati.
Ho un grande desiderio di fare le mie scelte,i miei errori, che per una vita mi è stato negato, sto infatti frequentando anche dei corsi di informatica.
I miei genitori, però, mi continuano a darmi della fallita, poichè dovrei fare il lavoro assicurato, datomi dalla mia laurea, ma io non riesco.
Secondo lei, è sbagliato, è troppo tardi riappropriarsi della propria vita, o continuare ad essere infelice e continuare ciò che dicono i miei genitori?
In attesa di una risposta
Distinti saluti
RISPOSTA
Gentile lettrice, mi sembra che lei conosca già la risposta giusta. Questo è il tempo migliore per riprendere le redini della sua vita, per intraprendere un percorso sempre più autonomo e finalizzato alla realizzazione dei suoi obiettivi. Se guarda al suo recente passato ha molti motivi per essere soddisfatta: sta meglio, i sintomi si sono ridotti e ha iniziato un corso molto utile. Quindi ha già compiuto grandi passi verso il suo obiettivo. Adesso dovrà superare un altro scoglio, e cioè non dare molto peso ai giudizi negativi dei suoi genitori, e puntare al bene più alto, e cioè cercare di conseguire una – anche parziale – indipendenza economica. Anche dei piccoli guadagni le potrebbero permettere di uscire di casa, magari condividendo un appartamento. Ha fatto benissimo a laurearsi, ma potrebbe utilmente cercare e trovare dei lavori che pagano, anche se precari. Vedrà che vivendo in modo autonomo, anche con dei sacrifici, troverà la forza e la perseveranza per stare bene con se stessa. Per ora sia buona e paziente con i suoi genitori, vedrà che i rapporti miglioreranno quando lei andrà a vivere per conto suo.