risonanza o tac?

    DOMANDA

    Gent. Dott. Di Paolo, mio marito è stato operato il 9 agosto e gli è stato asportato il rene dx per un tumore ben incapsulato. Ora dopo 6 mesi deve ripetere l’accertamento per controllare l’andamento. Ha già fatto l’ecografia (con la quale aveva casualmente scoperto il tumore)e tutto bene. Ora però sorge un dubbio, se deve affrontare la tac con mezzo di contrasto nefrotossico o la risonanza con liquido di contrasto che, abbiamo saputo, può essere letale anche dopo un anno, per l’arrivo di un morbo che non ricordo come si chiama, ma legato al suddetto liquido! Lei cosa ci può consigliare? La vitalità del rene rimasto è al 47% e la creatinina è ancora alta (1,7). Grazie

    RISPOSTA

    Gentile Signora,

    non conosco l’età di suo marito ma il problema che lei mi pone è piuttosto comune e diventa serio solo in presenza di una grave insufficienza renale. Tuttavia la creatinina serica di suo marito, anche se di poco elevata, impone un minimo di cautela. A mio parere, visto e considerato che l’esame ecotomografico è negativo, il radiologo può fare a meno della TAC, che in questo momento non è indispensabile e al contempo può cercare, nei limiti del possibile, di effettuare la risonanza magnetica senza utilizzare il mezzo di contrasto. Quest’ultimo , a base di gadolinio o prodotti simili, è nella maggior parte dei casi ben tollerato, salvo rari episodi di ipersensibiizzazione; tuttavia il suo uso è molto pericoloso nei pazienti con insufficienze renale grave nei quali può causare la Fibrosi Sistemica Nefrogenica meglio nota come Dermopatia Nefrogenica Fibrosante. Nessun caso di questa sindrome è stato osservato in pazienti con normale funzionalità renale.

    Cordiali saluti,

    Nicola Di Paolo