Ritardo motorio

    DOMANDA

    Mia figlia, nata prematura a 30 settimane, ha compiuto due anni il 21 dicembre scorso. Ha iniziato a muovere qualche passo da un paio di settimana, mentre ha cominciato a gattonare intorno ai 18 mesi. Evidenzia una simmetria abbastanza marcata tra la parte destra e quella sinistra del corpo, con un controllo migliore di quest’ultima. Questo le rende piuttosto difficile trovare l’equilibrio e coordinare i movimenti di entrambe le mani contemporaneamente. Fa fisioterapia da oltre un anno, ma solo una volta la settimana e senza esercizi specifici da fare a casa. Secondo lei, ci sono attività che potrei fare da casa per aiutarla? Dovremmo anche fare a breve una risonanza magnetica per escludere problemi cerebrali. Grazie dell’attenzione.

    RISPOSTA

    Cara Signora, sono sicura che l’equipe che segue sua figlia le avrà consigliato la terapia neuropsicomotoria adeguata. Nella scuola di neuropsicomotricità dell’età evolutiva, è previsto un approccio globale, ovvero non solo motorio di integrazione fra le competenze motorie e cognitive. Non ci sono al momento linee guida che indicano quanti sono i trattamenti ideali nella settimana, e generalmente ad un trattamento intensivo delle prime settimane di vita segue una fase in cui possono essere sufficienti due trattamenti a settimana. Immagino che il motivo di un trattamento settimanale sia fondato sulla presenza di altri impegni riabilitativi previsti per la bambina. Un consiglio che le posso dare è quello di osservare la terapia e fare tutte le sue domande al terapista. Vede un genitore non deve diventare un terapista, ma deve sapere cosa si fa nella seduta per poter utlizzare alcuni accorgimenti durante le attività normali della vita quotidiana, ad esempio, stimolare la bambina dal lato che utilizza meno, posizionare i giocattoli in modo che debba utilizzare entrambe le mani per afferrarli, giocare insieme aiutandola con la guida al movimento e l’incoraggiamento, da un lato senza sostiruirsi a lei e dall’altro senza pretendere che faccia tutto da sola. Dopo la risonanza, parli apertamente dei suoi dubbi con il neuropsichiatra che la segue anche nella riabilitazione.