DOMANDA
Egregio professore,
Una eco prostatica ha individuato una massa poco vascolarizzata capsulata diam 5 cm polo inf rene sx. Ho subito fatto una TAC e questo è il responso:
Indagine eseguita con scansioni volumetriche acquisite prima, durante e dopo l’iniezione di mezzo di contrasto organoiodato (iomeprolo 350). Si forniscono ricostruzioni multiplanari.
In relazione al quesito clinico si conferma la presenza, a livello del II inferiore del rene di sinistra, sul versante laterale di formazione esofitica, rotondeggiante, dei massimi diametri di circa 46x48x48 mm (APxLLxCC) con modesto enhancement, compatibile con lesione produttiva ipovascolarizzata. Sul versante profondo la lesione giunge in prossimità della pelvi.
Nel contesto dello stesso rene, al polo superiore, si evidenzia una ulteriore lesione produttiva discretamente vascolarizzata di circa 19 x 18 x 20 mm (AP x LL x CC).
Alcune cisti al rene dx
Non evidente bilateralmente dilatazione delle vie escretrici.
Alla luce di questo responso, mi chiedo se sia possibile in qualche modo salvare il rene o devo rassegnarmi all’ablazione totale. Se fosse possibile salvarlo, dove mi conviene fare l’operazione e con quale tecnica? Endoscopica, laparoscopica, cielo aperto…
Grazie per la cortese risposta che vorrà darmi.
RISPOSTA
Caro amico,
la problematica non è semplice e due lesioni solide non sono una cosa agevole da gestire soprattutto perchè bisogna essere quanto più prudenti possibile nei confronti della radicalità oncologica prima che della possibilità di salvare il rene.
Personalmente suggerirei di intervenire a cielo aperto riservandomi , in base alla risposta di un esame istologico estemporaneo ed alle possibilità reali di exeresi della massa, di procedere con la chirurgia conservativa o la nefrectomia.
L’intervento si può fare anche per via laparoscopica, meglio se robotica, ma richiede una super esperienza specifica. In tutti i casi deve rivolgersi ad un centro con IMPORTANTI volumi di attività.
Cordiali saluti ed auguri