DOMANDA
Salve Professore,sono un ragazzo di 25 anni e da circa 6 mesi mi capita spesso di vedere tracce di sangue nelle feci in diversi modi: a volte il sangue è misto a mucorrea giallognola ,a volte si presenta con puntini rossi misto a feci morbide non formate e in un paio di occasioni ho potuto notare il sangue anche da solo senza feci e in questi casi era più abbondante con una chiazza di un paio di cm (colore del sangue non è nè troppo vivo nè troppo scuro) aggiungo che ho frequente mucorrea giallognola,flatulenza,gonfiore addominale e alterazioni dell’alvo con stitichezza prevalente.A Maggio ho eseguito una ecografia dell’addome che ha evidenziato una idronefrosi del rene sx moderata e da li ho iniziato ad andare in panico temendo un cancro al colon che comprime il rene ,anche se il resto dell’ecografia non segnala nulla di anomalo,purtroppo però ho anche una carenza di vitamina D3 e so che questo aumenta il rischio di neoplasia colon-rettale (assumo antiepilettico e sto poco esposto al sole).Alla luce di questi sintomi secondo lei è reale l’ipotesi di cancro del colon o posso tranquillizzarmi pensando a patologie benigne? aggiungo che non ho anemia ,non ho nausea nè mancanza di appetito e non ho perso peso e il sangue si presenta come le ho detto in lievi quantità. quali esami mi consiglia eventualmente per ottenere una diagnosi? posso eseguire una calprotectina e un sangue occulto nelle feci? di recente avverto fastidio addominale in basso a dx e sx e allo stomaco. saluti
RISPOSTA
Gentile signore, la presenza di sangue rosso vivo nelle feci è sempre un segnale di una patologia organica, che può essere di vario tipo e non necessariamente un cancro colorettale. Anzi, l’età che lei ha fa pensare a tutto prima che al tumore del colon. Credo, comunque, che sia opportuno effettuare una colonscopia per vedere che non ci sia uno stato infiammatorio cronico intestinale. Il sague occulto è inutile, perchè c’è gia sangue visibile macroscopicamente. La calprotectina fecale può essere fatta, perchè la sua positività indica in genere la presenza di una patologia organica che va indata con endoscopia.