Scoliosi e piano del bacino inclinato

    DOMANDA

    Gentile dottore
    sono una donna di 29 anni che da un mese accusa dei forti dolori lombari al lato sinistro dopo 5/6 ore di riposo. Non mi è mai capitato di soffrire di tali dolori ho effettuato una radiografia che evidenzia una scoliosi dorsale destro-concava di 37° e dorso-lombare destro-convessa di 28°;piano del bacino inclinato in basso a sinistra per dismetria degli arti inferiori:12mm in negativo a sinistra;lieve ed asimmetrico restringimento degli spazi discali intersomatici da adattamento alla curva scoliotica. Cosa mi consiglia di fare?
    Di consultare un ortopedico? O un altro specialista?
    I dolori che accuso sono dovuti a questa scoliosi?

    RISPOSTA

    La presenza di scoliosi normalmente non provoca mal di schiena.
    Le riporto alcune frasi dal mio libro:”L’80% della popolazione adulta soffre di mal di schiena; l’80% dei soggetti scoliotici in età adulta soffre di mal di schiena. Non ci sono differenze riguardanti l’incidenza.
    La localizzazione del dolore non è legata a quella della curva e l’intensità del dolore non è proporzionale alla gravità della scoliosi. Si osservano soggetti con scoliosi molto gravi che non hanno alcun dolore e, al contrario, altri con lievi deviazioni che si lamentano di soffrire di dolori molto intensi.
    Le indagini hanno evidenziato che la scoliosi provoca dolore più frequentemente quando è localizzata a livello lombare o dorsolombare, più raramente quando è localizzata a livello dorsale.
    Le scoliosi dorsali superiori ai 50°, provocano non tanto l’insorgenza di dolori ma riduzione della capacità respiratoria.”
    Come Lei ha sperimentato, pur in presenza di scoliosi, fino a 29 anni non ha mai sofferto di disturbi alla colonna vertebrale.
    L’insorgenza del dolore normalmente è dovuta, non alla scoliosi, ma alla riduzione della lordosi lombare o alla presenza di protrusione o ernia del disco.
    Tuttavia, esiste anche la possibilità che il dolore sia conseguente ad un peggioramento della scoliosi.
    Ancora dal mio libro: “L’evolutività della scoliosi è massima nel periodo puberale. Dopo questo periodo di accrescimento la colonna vertebrale trova un suo equilibrio e la curva tende a stabilizzarsi.
    Dopo la maturità scheletrica il rischio di progressione interessa quasi esclusivamente le scoliosi più gravi, superiori a 50°. La velocità di aggravamento è molto ridotta rispetto a quella verificatasi durante la crescita.
    Infine, il rischio di progressione si ripresenta in età anziana: la comparsa dell’osteoporosi e dell’artrosi favoriscono l’aggravamento delle deformazioni vertebrali.”
    Pertanto, le consiglio di farsi vedere dal fisiatra per valutare la gravità della scoliosi e per accertare la causa del dolore. Intanto si preoccupi di usare bene la sua colonna vertebrale seguendo le
    seguenti indicazioni.
    Informazione: occorre portare l’attenzione in particolare sulle benefiche curve fisiologiche del rachide.
    La presenza di tali curve aumenta la resistenza della colonna alle sollecitazioni di compressione assiale. A livello lombare per ridurre la sciatalgia è importante mantenere la lordosi che è benefica per la colonna vertebrale, le conferisce una maggiore capacità di ammortizzare le pressioni e le sollecitazioni quotidiane.
    E’ normale avere un certo grado di lordosi, non è normale che aumenti (iperlordosi), ma non è positivo neppure che si riduca.
    Quando è presente la giusta lordosi la pressione si distribuisce uniformemente sul pilastro anteriore (disco e corpo vertebrale) e sul pilastro posteriore (faccette articolari). In questo modo la colonna è più solida, capace di sopportare senza problemi, pressioni anche elevate.
    Molto spesso la benefica lordosi si riduce o rettifica in conseguenza delle posture statiche scorrette prolungate. È quello che avviene a coloro che conducono una vita sedentaria e non svolgono una adeguata attività motoria di compenso: soggetti che mantengono la flessione del rachide non solo otto ore in ufficio ma altre ore nel tempo libero e, spesso, anche durante il riposo notturno.
    La mancanza della lordosi rappresenta una condizione che rende il rachide più delicato, instabile, meno resistente, meno capace di sopportare le pressioni quotidiane.
    Fatte queste premesse Lei può comprendere come non sia sufficiente preoccuparsi di ridurre il dolore con farmaci, massaggi o altre terapie passive. Ma occorre fare fondamentalmente due cose:
    1° evitare, il più possibile, le posture e i movimenti che costringono il rachide in flessione;
    2° eseguire con dolcezza e gradualità gli esercizi utili che mobilizzano il rachide in estensione.
    Il dolore è una guida: aumenta nelle posture e nei movimenti che danneggiano la schiena e, al contrario, si riduce nelle posture e nei movimenti corretti.
    Per ridurre il suo dolore deve prendere coscienza della sua lordosi lombare e imparare a mantenerla nelle posture e nei movimenti quotidiani e durante il riposo notturno.
    Riposo notturno: deve dormire in posizione supina (sul dorso); se non ha un materasso in lattice, formi un rotolo avvolgendo un asciugamano e lo ponga tra le vertebre lombari e il materasso.
    Attività quotidiane: deve imparare a fare anche i più semplici movimenti quotidiani come lavarsi e vestirsi senza curvare la schiena; stando seduta deve utilizzare una sedia ergonomica o un supporto o cuscino lombare.
    Attività motorie: è bene che tutti i giorni faccia una lunga passeggiata a passo svelto. Riporti su di un diario quanti minuti cammina tutti i giorni in modo da verificare un graduale aumento della durata della passeggiata.
    Restando a disposizione la saluto cordialmente
    Benedetto Toso