DOMANDA
Gent.ma Dotto.ssa buongiorno.
Mia mamma, 76 anni, ha effettuato l’ultima mammografia di screening nel novembre 2010 e vista la negatività le hanno prescritto il controllo successivo dopo due anni.
Purtroppo ha dovuto anticipare in quanto ha percepito al tatto una formazione che si è rivelata di circa 1,2 mm; “a carattere pseudodistorsivo, inalterata alla compressione mirata; assenza di microcalcificazioni”, per la quale ha eseguito un Mammotome.
Scrivo soprattutto perchè mi sono posta alcuni problemi:a quanto pare in un solo anno questa questa formazione che è GIA’ di 1,1 mm. Se fosse maligno, è già una discreta dimensione, può avere fatto già danni, vero ? A volte mi chiedo se è tutto inutile: se in un anno una formazione raggiunge quelle dimensioni dobbiamo solo sperare che le formazioni vengano colte sul nascere ? Sono pessimista ?
Grazie e cordiali saluti
Sonia
RISPOSTA
Lo screening viene eseguito ogni due anni, ma tutte le donne ormai sanno bene (l’informazione è molto efficace e viene data con puntualità) che il suggerimento è di sottoporsi a controllo annuale spontaneamente. Questa lettera, già inviata anche al professor Luini, non può che avere la medesima risposta: lo screening è uno strumento molto prezioso e importante che il Sistema Sanitario mette a disposizione, ma ha regole e logiche di sostegno economico da rispettare. La salute non è più questione di chiamata esterna, siamo noi a esserne responsabili. Lo screening ci chiama ogni due anni? Bene, nell’anno in mezzo siamo noi a sottoporci a esame. Non è tutto inutile, il tumore al seno ha una mortalità in diminuzione importante e progressiva grazie alle cure ma anche alla diagnosi precoce.