Secchezza oculare con ulcere

    DOMANDA

    Esimio prof. Calabria,
    a mio marito nella primavera 2011 è stato tolto un corpo estraneo e diagnosticata una cheratite herpetica risoltasi con aciclovir e seguita comunque da alcuni mesi di fastidio. Nella primavera di quest’anno il problema si è ripresentato, stesso oculista e stessa cura. L’occhio sembrava guarire ma il problema si è subito ripresentato. Due nuovi oculisti hanno fatto una diagnosi diversa, ritenendo si trattasse di ulcere dovute a secchezza oculare. Da allora ha iniziato a usare lacrilube e blu gel mono, poi sostitutito con recugel mono e resolvis omega. Nessuna cura ha funzionato e ormai la cosa è diventata cronica, frequentemente si sveglia la notte con uno dei due occhi in fiamme e forte dolore che la mattina si risolve. Soffre di fastidi e fotofobia e l’occhio originariamente coinvolto nella diagnosi (errata?) di cheratite herpetica dà sempre fastidio. Quest’ultimo occhio risultava durante le cure lubrificanti sempre arrossato e leggermente gonfio. Ad agosto per l’esasperazione ha sospeso ogni cura e l’occhio è tornato apparentemente normale, ma i fastidi continuano a perdurare con la stessa intensità e frequenza. Siamo disperati, la cosa sta diventando davvero intolerabile, mio marito è esasperato e in preda all’ansia e allo sconforto. Le chiediamo pertanto un consulto e la ringraziamo fin d’ora.

    RISPOSTA

    cheratite erpetica ed erosioni recidivanti sono spesso alterazioni corneali in qualche modo collegate, però l’ulcera erpetica è sempre monolaterale e se il disturbo attuale colpisce entrambi gli occhi non ha più nulla a che fare con il pregresso erpes. Si deve quindi ipotizzare delle ulcere corneali recidivanti che spesso sono associate (ma non sempre) a secchezza oculare. Per prevenire le erosioni alla riapertura degli occhi è indispensabile l’uso abbondante di lacrilube prima di coricarsi (dentro all’occhio) e tenere sul comodino delle lacrime artificiali con cui aiutarsi a riaprire gli occhi senza disepitelizzare la cornea. La lacrime artificiali, con abbondante componente mucomimetica, devono essere usate tutto il giorno. L’affezione dura nel tempo e se non si risolve nel giro di qualche mese possono essere utili piccoli interventi chirurgisulla zona lesa.
    Prof Giovanni Calabria Università di Genova