DOMANDA
Egregio dott. Calabria,
ho 45 anni e sono stato operato tramite PRK sei mesi fa per correggere una miopia di 5,50 diottrie. L’operazione ha avuto un decorso normale e nei mesi successivi sono stato all’estero o in vacanza, mantenendo ritmi di lavoro più leggeri del normale. A parte qualche goccia di sostituto lacrimale due o tre volte al giorno, non ho avuto problemi.
Da una settimana sono tornato a Milano, dove abito, e ho ricominciato la mia vita “normale”: 8 ore al giorno di fronte a un computer (sono professore associato di informatica alla statale di Milano), piscina tre volte a settimana, spostamenti in città in bicicletta. Nel giro di quattro-cinque giorni ho cominciato a sentire una forte secchezza agli occhi, soprattutto la sera, prurito, e anche a sentirli “pesti”, soprattutto dopo le otto di sera. Per un paio di giorni non ho messo sostituti lacrimali e mi sono ritrovato con una congiuntivite all’occhio sinistro. Premetto che ho messo le lenti a contatto per 25 anni e non ho mai avuto una congiuntivite, e che non avevo una gran lacrimazione neppure prima dell’intervento, ma sono stato giudicato idoneo.
Sono, ovviamente, piuttosto spaventato alla prospettiva che il mio normale stile di vita e di lavoro risulti incompatibile con i postumi dell’intervento. Ovviamente contatterò chi mi ha operato, ma dato che lei è uno specialista del film lacrimale volevo sapere la sua opinione ed eventualmente come poterla contattare per un consulto.
RISPOSTA
La secchezza oculare post-PRK è un fenomeno abbastanza comune teoricamente dovuto alla riduzione della sensibilità corneale provocata dalla decapitazione delle teminazioni nervose causate dal laser a eccimeri. Solitamente si riduce nel tempo, ma occorre proteggere l’occhio con l’uso assiduo e abbondante di lacrime artificiali senza conservanti.
Prof.Giovanni Calabria Università di Genova