DOMANDA
gentile dottoressa, sono una donna di 32 anni.A causa di un periodo di stress,ho fatto qualche visita da una psicologa.Dalle visite è emerso che mi porto dietro un senso di colpa dall’infanzia.Avendo avuto genitori che ritenevo “vecchi”(mia madre mi ha partorita all’età di 40 anni)me ne vergognavo.Pare che io abbia sviluppato un senso di colpa per i pensieri di vergogna che avevo nei confronti di mia madre.Ammetto che quando mi erano state dette queste cose le avevo richiuse immediatamente in un cassetto del cervello,ma ultimamente ripenso alle parole della terapeuta.
Ora sono un’adulta che è spesso demotivata,triste e apatica e che ha spesso pensieri di morte e malattie.
La mia domanda è questa:esiste un modo per eliminare nel profondo questo disagio che è venuto a galla?E’ possibile che questo senso di colpa,che è nato in un tempo cosi remoto, possa riversasi ancora adesso sui miei stati d’animo?
La ringrazio per l’attenzione, saluti
RISPOSTA
Carissima, a farci male è ciò che non viene ‘digerito’, ‘assimilato’, ‘fatto proprio’. Può trattarsi di un cibo o di una sostanza tossica, come può riferirsi ad episodi di vita o pensieri .. A volte si tratta di cose apparentemente dimenticate, altre di abitudini di pensiero che portano a rievocare eccessivamente alcuni episodi e momenti, spesso anche in maniera imprecisa e distorta.
Perché ‘passi’ si tratta di 1) accettare, 2) affrontare 3) lasciarsi trasformare e . 4) ritrovarsi diversa, più cresciuta dopo avere accolto senza preclusioni (colpa e vergogna lo sono) la realtà che è stata per poter affrontare quella che verrà.
Lei non ha scelto la sua famiglia, ma può scegliere come impostare e vivere la sua vita da ora in poi. Lo faccia – se riesce – non dimenticandosi del passato, ma vivendolo e rievocandolo attraverso i 4 passi descritti sopra.
Il pensiero è una forza da direzionare. Come riesce a nutrire pensieri di evitamento o svalutativi così può costruire e alimentare rappresentazioni e pensieri contrapposti. Non c’è nulla di quanto è accaduto che possa segnare più di quanto noi invece possiamo tracciare nel futuro. E’ il tempo che deve venire l’unica realtà che le appartiene e il terreno in cui può coltivare le migliori relazioni a cominciare da quella con se stessa.
Si faccia amica quindi quella ‘bambina’ che è stata e la saluti per incontrare la donna che sarà, non certo negando il passato, ma riconoscendolo come parte di sé attraverso cui può cambiare, crescere e infine ritrovarsi ‘più forte’ proprio perché ha affrontato, riconosciuto e assimilato (digerito, fatto proprio..) l’insieme di eventi e di fatti di un tempo.
Si ricordi che il disagio non è in ciò che le è capitato o le capita, ma semmai nel modo in cui gestisce e ricorda gli eventi del passato.
Vedrà che seguendo i 4 passi lei scoprirà una trasformazione nelle emozioni che ora prova ripercorrendo i tempi che l’hanno vista bambina e ragazza. Ciò che adesso la rattrista poi invece la farà sorridere. Scoprirà allora anche gli aspetti belli di ciò che è stato e si ritroverà più sicura nell’affrontare la vita, con un sorriso interiore sincero e suo. Le auguro di raggiungere presto questo bellissimo traguardo e di poter godere della sua vita (quella che è e sarà) con serenità.