separati in casa

    DOMANDA

    Buongiorno Dott.ssa, sono una donna di 53 anni sposata da 27 con due figlie che non vivono in casa. Mio marito è un uomo tutto casa e lavoro.La nostra è stata una unione concentrata fin da subito sulla famiglia, e il nostro rapporto è stato buono anche per l’intimità sessuale.Abbiamo punti di vista diversi e ho sempre faticato a discutere con lui dei suoi e dei nostri problemi personali. Sin dall’inizio della nostra relazione mi sono resa conto delle poche attenzioni (piccolo gesti, carezze, coccole, piccoli pensieri) che lui non ha quasi mai avuto nei miei confronti ma essendo comunque sempre presente e disponibile.Anche quando si litigava, ero sempre io a doverlo obbligare al chiarimento e con una risata o con un piccolo gesto a fare pace.Ho pensatoche la causa del comportamento di mio marito fosse il troppo orgoglio, ma forse mi sono data solo una scusante.Da quasi un anno le cose tra noi non vanno bene.Prima alternavamo periodi di pace/avvicinamento(intesa sessuale)a periodi di silenzi sempre piu’lunghi egli attacchi da parte sua sono pieni di odio.Ora voglio capire “quanto sono importante per questo uomo” voglio che sia lui per una volta a fare il primo passo.Sono 4 mesi che non ci parliano siamo separati in casa(purtroppo non possimo fare diversamente)il problema e che io sto male perche vorrei avvicinarmi e perchè non vedo nessuna reazione da parte sua,lui legge legge libri e non mi considera per niente.Mi fa male pensare che tutto quello che gli ho dato sia per lui 0.

    RISPOSTA

    Carissima, le risposte che lei si dà si riferiscono a domande del tipo: chi è lui e cosa io gli ho dato.
    Questa è una parte importante, ma non costituisce l’intera storia.
    Ciò da cui potrebbe ri-partire è ‘chi sono io’ ovvero quali forze sento di possedere, in cosa credo e quale vita vorrei vivere… e – perché no ? – ‘cosa lui mi ha dato’ o meglio ‘chi sono diventata vivendo molto tempo con lui … quale ricchezza interiore ho potuto far crescere in me e mai sarebbe successo senza quella relazione, per quanto non sempre idilliaca ?’.
    Ogni battaglia ci fa crescere, se affrontata: non importa se vinta o persa….
    Ciò che è stato – di piacevole e di meno piacevole – non glielo può portare via nessuno e non può essere modificato, salvo distorsioni mnestiche, probabili e possibili, magari finalizzate al benessere (perché non rievocare anche i momenti belli ? …non ripercorrere ciò che li ha favoriti ?).
    Questo è però solo nel ricordo, non è la realtà attuale. La maggior parte del tempo io starei su ciò che lei – nel suo intimo – può valorizzare e prendere come punto di forza da cui ripartire: ‘la persona che sono diventata’.
    Chi è ora ? Quali cose belle giacciono nel suo intimo ? Quali ricchezze può cogliere in una fase della vita che è quella della piena maturità ?
    …. senza fretta e in qualche momento di tranquillità provi a guardarsi dentro ora e a capire ‘chi è’ e ‘cosa vuole/quali sono i suoi sogni’…. e magari anche ‘perché’ e ‘per chi’ desidera spendere le sue giornate.
    Si faccia bella dentro, acquisisca consapevolezza di sé e del suo valore, delle ricchezze che albergano in lei e che negli anni sono state messe a frutto o dimenticate … e nell’eventualità sono ora da rispolverare…
    Tornata forte vedrà che non le sarà difficile riallacciare l’unica imprescindibile relazione: quella con se stessa. Tutte le altre e tutto il bene che ogni creatura merita verranno di conseguenza !
    Tutto questo le riuscirà più semplice quanto più ce la farà a liberarsi da quei macini che ancorandoci al passato ci impediscono di andare avanti distruggendoci l’unico terreno fertile di cui disponiamo: noi ora.
    Si tratta di pesanti pietre del tipo ‘se quella volta…’, ‘avrei dovuto capirlo prima…’ … che portano a sentirsi in colpa per cose non dette, non fatte, non pensate allora… Si liberi se può anche da quelle corde che ci legano a una immagine di noi (di lei stessa, di lui..) ormai svuotata. Le persone sono in crescita…non possono negli anni rimanere le stesse, né tanto meno imprigionarsi in immagini di sé (degli altri..) che non corrispondono e magari non hanno mai corrisposto alla realtà… Si liberi quindi da ogni giudizio, ogni idea preconcetta che si è fatta o che le hanno trasmesso di chi è, di chi dovrebbe essere e di come dovrebbero funzionare le persone e le cose… persino i matrimoni.
    Ogni persona è unica ed irripetibile, come lo è il cammino di ognuno: lo possiamo conoscere solo percorrendolo.
    Adesso io la vedo – in questo procedere – seduta… Sta pensando, ma soprattutto – le auguro – si sta liberando da quelle pietre e quelle corde date dal passato ‘mal digerito’ e dai ‘giudizi’ primi fra tutti quelli che sferriamo contro noi stessi.
    Si alzi e si senta leggera nel procedere verso l’ascolto di sé: chi sono, cosa ‘ho avuto’ o meglio, chi sono diventa, come sono cresciuta. quanto bene vive in me…. Forte di questo troverà la sua, semmai la vostra strada.
    Con affetto e simpatia.