serio problema alla retina

    DOMANDA

    Egr. Dottore buongiorno,
    sono piuttosto allarmata, nonché scoraggiata per questa mia eterna lotta a schivare le mine vaganti, in campo salute.
    Per quanto riguarda il suo campo (ho precedenti anche in diversi altri campi..):
    nel 2005 distacco di retina, con foro maculare, operata d’urgenza con vitrectomia e 4 mesi dopo per rimozione tamponade; ora l’occhio operato, con occhiali, vede 4/10.
    Purtroppo ultimamente avevo notato qualche problema all’occhio sano (calo di vista, lieve metamorfopsia) e al controllo mi hanno confermato i miei timori: da 11/10 di acutezza visita con occhiali, in meno di un paio di mesi sono passata a 8/10.
    Effettuato OCT, con seguente risultato:
    “OD appiattimento della fovea, aderenza trazionale della ialoide posteriore con formazione di cisti intraretinica in sede foveolare
    OS assottigliamento retinico in sede foveale. Tessuto residuo retinico al contro 92 micron”.
    Può “tradurre” in linguaggio per neofiti ?
    Sono veramente molto preoccupata: che cosa mi aspetta ? chi mi segue mi ha prospettato un controllo fra 4 mesi. Ma qualora avesse esito negativo che tipo di intervento mi aspetta ? e se il risultato sarà un’acutezza visiva nel range di quella che ho nell’occhio operato ? Non mi rendo ben conto e sono anche piuttosto ignorante in materia. Può aiutarmi a capire ?
    La ringrazio per la disponibilità. Cordiali saluti
    Sandra

    RISPOSTA

    La situazione è complicata, e anche se lei non precisa bene, quando racconta la sua storia quale sia l’occhio
    o operato, deduco che sia il sinistro.
    Lo stato attuale sembra caratterizzato nell’occhio sinistro da uno stato post-operatorio stabile con un assottigliamento retinico centrale. L’esito funzionale dimostra un esito funzionale non modesto (4/10).
    L’occhio destro presenta una situazione di alterazione dell’interfaccia vitreo-retinica (l’area di contatto tra il corpo vitreo e la retina, in questo caso in sede centrale) con uno stato funzionale ancora buono. Considerato che un approccio chirurgico è comunque gravato da possibili complicanze, l’atteggiamento di attesa può essere determinato dal voler avere la certezza che il processo patologico sia effettivamente in evoluzione.