DOMANDA
Salve Prof,sono la figlia di una paziente che non vuole assolutamente sottoporsi a biopsia renale.Mia madre ha 58 anni,circa 10 fà fu ricoverata per sospetto TIA:alla dimissione le consigliarono:antiaggregante, ace inibitore per proteinuria isolata e statina per dislipidemia mista.2 anni fà nuovo ricovero ancora per sospetto TIA,alla dimissione: vitorin per dislipidemia mista e metformina per obesità centrale.Vista la variazione della terapia precedente le ho consigliato di eseguire da esterna altri accertamenti:proteinuria 6gr ,ipoalbuminemia e aumento delle alfa2,CK 370 UI/L.Il nefrologo asserisce che mia madre ha una nefropatia diabetica,visto i valori di glicemia basale >126,con curva da carico però negativa(?).Inizia il trattamento con ace inibitori ma dopo 2 mesi la proteinuria è raddoppiata e a questo punto il dott.le consiglia la biopsia.Ad oggi lamenta stanchezza e dolori addominali diffusi.Potrei farle fare altro in attesa di convincerla?La ringrazio di cuore anticipatamente.
RISPOSTA
Cara Signora,
la biopsia renale è indicata nei casi in cui c’è una proteinuria elevata e c’è incertezza sulla diagnosi. Nel caso di sua madre non sono sicuro che si tratti di una nefropatia diabetica, altre forme di danno renale sono possibili.
Solo la biopsia può distinguere in modo sicuro tra le diverse forme di danno renale.
Cari saluti,
Giuseppe Remuzzi