DOMANDA
egregio dottore,
mi chiamo elisa.il ns piccolo diego di 11 mesi da ormai 4 mesi ha assunto un atteggiamento ripetitivo di autostimolazione. il pediatra che lo segue ha definito questa sua “attività” sindrome da sfregamento masturbatorio. il piccolo infatti dedica alcune ore della giornata a compiere una sorta di sfregamento alla zona genitale, atteggiamento che lo porta ad estraniarsi dal contesto circostante e al desiderio di non essere interrotto.compie questo atto con o senza pannolino,in qualsiasi momento della giornata, in qualsiasi posizione ed addirittura quando è in braccio.raramente riusciamo a distiglierlo dal questo stato.noi siamo molto preoccupati e non sappiamo a chi rivolgerci.la visita neurologia ha escluso ogni dubbio di problema neurologico. la prego di voler prendere in esame la ns situazione nella speranza di ricevere un consiglio sul da faresi. infinitamente grata, elisa
RISPOSTA
Elisa,
mi sento di tranquilllizzarti e ti dirò perchè. Non è una situazione poco frequente. Per prima cosa devi escludere che si tratti di un problema fisico. Quindi escludere infezioni delle vie urinarie (con un esame di urina) e valutare se chi si è preso cura del bambino ha provveduto a scollare completamente il prepuzio onde facilitare l’igiene della parte (glande e prepuzio). Se è tutto O.K, ciò che suggerisco è : non dare importanza , non disapprovare , non mostrare apprensione , non impedire il gesto, ma chiedersi se il bambino è particolarmente teso , se è partiicolarmente sensibile, se è sottoposta a stimolazioni eccessive (genitori , fratellini , nonni ecc.), se conosce altri metodi di autoconsolazione (succhiotto, pollice ecc.). Se il bambino è affidato ad altri durante la giornata , verificare che il loro atteggiamento non sia esageratamente ostacolato o represso . Tutto ciò porterebbe ad un consolidamento della masturbazione come schema comportamentale. Chissà perchè in realtà io penso che non sia stata fatta al momento giusto quella che viene in gergo chiamata la ” apertura del Pisellino”?? Mi sono chiesto il perchè di una visita neurologica, ma comunque un controllo in più non guasta.
Giuseppe Ferrari
Giuseppe Ferrari