DOMANDA
Buongiorno dottore. Ho 40 anni. Tra il 2009 e lo scorso aprile sono stata sottoposta a tre raschiamenti (per aborto spontaneo dovuto a corioamniosite; due settimane dopo il parto e infine per una gravidanza non evolutiva). Dopo l’ultimo aborto, effettuato a fine aprile, sono entrata in amenorrea: l’isteroscopia ha permesso di visualizzare l’utero quasi completamente chiuso da sinechie. Gli osti tubarici non sono visibili. Ho già assunto progesterone (2 volte al dì per 7 giorni) per cercare almeno di ripristinare il ciclo mestruale, ma senza risultato.
In linea generale, è possibile intervenire chirurgicamente se le sinechie sono recenti?
Oltre all’impossibilità di iniziare una gravidanza, che altri problemi possono insorgere con la sindrome di Asherman? Come si può interrompere il peggioramento della situazione? Può aumentare il rischio di carcinoma all’utero? Vengono anche coinvolte le ovaie (con conseguente possibilità di menopausa precoce)? A che controlli è opportuno sottoporsi e che cosa si può fare?
Grazie.
RISPOSTA
Guardi il problema è relativamente semplice, la prima cosa che deve fare è di eseguire una ablazione delle sinecchie per via isteroscopica, che dovrebbe consentire un ripristino della funzione mestruale. Le sinecchie non comportano di per se rischi oncologici e non rispondono a terapie mediche.