DOMANDA
Buongiorno Dottoressa,
sono padre di due figlie: la seconda (3 anni a novembre) manifesta da qualche giorno strani problemi nel parlare, ripetendo più volte le sillabe iniziali delle frasi. In particolare ho notato che ripete solo determinate sillabe (Mi, La, De). Un esempio: “Mi-mi-mi-piace il gelato”. Il problema è comparso all’improvviso; non abbiamo in famiglia casi di balbuzia o simili; la bimba non credo abbia avuto problemi o ritardi nell’apprendimento della parola (anche se ha iniziato più tradi rispetto alla prima figlia). Non ci sono (almeno così crediamo) stati fatti o epidosdi che possano aver creato traumi alla piccola (ci sembra sempre felice e non ci sono stati repentini cambi alla nostra quotidianità). Arrivo alle domande: E’ un caso di balbuzia? Ritiene che la mia sia una preoccupazione ingiustificata o ritiene più opportuno una visita presso un centro specialistico? Può darci qualche consiglio su come comportarci? Grazie di cuore per la sua disponibilità
RISPOSTA
Gentile Signore,
dalla descrizione che lei fa del fenomeno accaduto a sua figlia, si può utilizzare una ipotesi di “disfluenza tipica” che compare attorno a questa età ad un campione numeroso di popolazione in età evolutiva. Questo fenomeno è comunque destinato a regredire nell’arco di un tempo variabile che può durare fino ad oltre sei mesi. Le condizioni9 di rischio per questa popolazione sono legate giustamente come lei ha sottolineato, a familiarità, anche i ritardi di linguaggio possono avere un certo dipeso. MI sembra che comunque sua figlia non abbia queste condizioni, se ha parlato tardi potrebbe essere una parlatrice tardiva, l’importante che ora abbia sviluppato un buon lessico. Quello che io vi consiglio, è comunque prendere contatto con un Logopedista specializzato sull’età evolutiva che possa farvi un Counselling sul fenomeno e soprattutto fornirvi le indicazioni sui comportamenti verbali che facilitano la comunicazione, ritengo che i genitori abbiano un ruolo importante per questa gestione e per la loro tranquillità. Carissimi saluti, Tiziana Rossetto