DOMANDA
Salve prof.re
sono Angelica ho 46 anni sono affetta da colite ulcerosa dal 2012 cura mesavalcon e dopo 1mese Pentacol . 2013 colite in remissione EGDS negativo.Pentacol 800×2. Nel 2015 proctite ulcerosa recidivante mesavalcon 1200, deltacortene 25mg 2 compresse al giorno. Topster 1 sup. al giorno.
Nel Luglio 2015 aggravamento proctite ulcerosa e stenosi rettale. Colonscopia dilatazione retto cura mesavalcon 1200×4 .Nov.2015 colite ulcerosa in fase riacutizzazione. Feb.2016 Sospesa la cura con azietoprina a causa herpes labbiale febr.38°,dolore lato dest . Mar.2016 la situazione si e aggravata colite riacc.infiam.lato destro cura con deltacortene. Apr.2016 dolore icredibile della schiena sul lato destro colite attiva. Magg.2016 sono rimasta bloccata a letto senza avere una diagnosi sul mio dolore alla schiena.17/05/2016 Ho chiamato il118 operata d’urgenza a un ascesso il quale è stato causato da fistole perianale e altre fistole tra cui una mi ha causato una picc.perfo.nel canale vaginale.
Circa dopo una sett. mi hanno fatto l’ileostomia colon a rip. Il 10/06/2016 rettoscopia risulta retto pieno di fistole pero la mucosa non risulta molto infiam.Vengo curata con antibiotici.Il chirurgo e la gastr. vogliono curarmi con il BIOLOGICO.C’è un alternativa al biologico?Sono ancora ricoverata poiche ho ancora la ferita dell’ ascesso aperta.
Ringraziandola per l’attenziono le porgo distinti saluti.
RISPOSTA
Gent.ma Signora, pur con la difficoltà di meglio inquadrare la problematica per la mancanza di dati clinici e morfologici, il Suo caso solleva tre principali punti. Il primo riguarda la diagnosi di natura dal momento che lo sviluppo di fistole perianali e retto-vaginali aumenta la probabilità che si tratti di una malattia di Crohn e non di una rettocolite idopatica (ulcerosa). Questo avrebbe risvolti importanti per la successiva storia naturale della Sua malattia in quanto, qualora si trattasse di malattia di Crohn, l’ intestino a monte dell’ ileostomia potrebbe ammalarsi. Ne consegue che un eventuale intervento di ricanalizzazione intestinale dovrà essere sempre preceduto da uno studio dell’ intestino tenue e del colon messo a riposo. Il secondo aspetto riguarda la fistola retto-vaginale: la sua presenza richiede sempre un consulto chirurgico data la bassissima probabilità che possa guarire con una terapia medica. Infine, il trattamento delle fistole perianali. Queste meriterebbero innanzitutto una rivalutazione mediante RMN della pelvi (e se necessario ecoendoscopia) per meglio stabilire il tipo, sede e decorso ed accertare se vi è un ascesso meritorio di drenaggio, prima di iniziare un trattamento con farmaci biologici. Un ‘ alternativa al trattamento con i farmaci biologici potrebbe essere quella di usare farmaci immunosoppressori, ma le probabilità di successo sono inferiori.
Distinti Saluti