Sognare i lupi

    DOMANDA

    Salve Dottor Menarini,
    Le scrivo per un consulto riguardo un sogno molto strano fatto oggi.
    Premetto che sto passando un bruttissimo periodo della mia vita in quanto sto mettendo in dubbio tutti i punti su cui ero più che sicura: amore, famiglia.
    Ho 22 anni ma la mia vita è sempre stata piena di traumi tra cui, il peggiore, la morte di mio padre per aneurisma cerebrale quando avevo 13 anni. Sono una persona solitaria, che fa fatica a fidarsi dei coetanei, cinica e che parla poco dei propri problemi.
    Ho sognato di essere in una villa (che non è casa mia, ma nel sogno lo era) e guardavo fuori dalla finestra che dava su un piccolo giardino. All’improvviso ho notato dei lupi bianchi famelici che mi guardavano. Mi sono ritrovata sola in questa grande casa perfettamente nuova e bianca ma con porte e infissi logori di legno marcio, in preda alla paura in quanto i lupi erano riusciti ad entrare. In più dei ladri che ero riuscita a catturare ma che, liberatisi, hanno imprigionato me. Nel frattempo vedevo immagini dei lupi candidi che lasciavano scie di sangue sul pavimento.
    Potrebbe aiutarmi, dicendomi cosa potrebbe significare?
    La ringrazio moltissimo.
    Cordiali saluti
    Silvia

    RISPOSTA

    Cara Silvia, il Suo sogno è estremamente interessante in quanto l’icona principale, il lupo, rimanda ad una produzione onirica che ha caratterizzato particolarmente la storia della psicoanalisi e dell’interpretazione dei sogni. Per tale ragione sarebbe interessante sapere il livello delle Sue conoscenze psicologiche per poter capire quanto il Suo sogno sia stato influenzato dalle medesime. Un paziente di Freud, conosciuto come “l’uomo dei lupi”, infatti, raccontò il seguente sogno: «Sognai che era notte e mi trovavo nel mio letto. Il letto era orientato con i piedi verso la finestra e davanti ad essa c’era un filare di vecchie noci. Sapevo che era inverno mentre sognavo e che era notte. Improvvisamente la finestra si aprì da sola e io, con grande spavento, vidi che sul grosso noce, proprio di fronte alla finestra, stavano seduti alcuni lupi bianchi, erano sei o sette. I lupi erano tutti bianchi e sembravano piuttosto volpi o cani da pastore perché avevano una lunga coda come le volpi e le orecchie ritte come quelle dei cani quando stanno attenti a qualcosa. In preda al terrore (evidentemente di essere divorato dai lupi) mi misi ad urlare e mi svegliai». È bene specificare che nonostante questa produzione onirica sia stata raccontata pochi mesi dopo l’inizio della terapia, quando il paziente aveva 23 anni, in realtà essa risale al periodo in cui il sognatore stava per compiere quattro anni. Per Freud i lupi hanno a che fare con la scena primaria (il rapporto sessuale fra i genitori) quale rappresentazione della trasmissione fantasmatica familiare, cioè del mistero della nascita. Al di là della differenza fra il Suo sogno e quello del paziente di Freud, tale immagine onirica rimanda alla storia del sognatore fin dalla sua nascita e oltre, ed esprime il modo attraverso il quale egli cerca di entrare in contatto con la sua identità familiare. Per un bambino la famiglia rappresenta il suo ambiente naturale, indistinguibile affettivamente dal proprio mondo interno; questa continuità affettiva tra famiglia e mondo interno è rappresentata proprio dall’icona teriomorfa dei lupi. Essa riguarda, quindi, la ricerca della propria storia transgenerazionale. Tale “viaggio” genera timore, perfettamente percepibile nel Suo racconto (i lupi sono famelici, Lei è in preda alla paura, sono presenti scie di sangue); comporta altresì dei cambiamenti ben rappresentati, invece, dall’icona del ladro, quale emblema delle trasformazioni radicali che spaventano l’individuo ma non per questo sono negative, tutt’altro. Il sogno mette in scena l’importanza di riscoprire e capire la propria storia transgenerazionale per comprendere profondamente anche se stessa (la casa del sogno, icona dell’Io). Cordiali saluti.