Sono celiaca?

    DOMANDA

    Buongiorno dottore,
    ho 40 anni, da molti anni a questa parte ho sempre sofferto di mal di testa ricorrenti, di gonfiore addominale, flatulenza, afte sulla lingua, analisi con valori bassi di ferro, reflusso gastroesofageo, e ho uno sfogo sulla mano (che soffrendo di psoriasi credevo lo fosse ma non migliorando con la crema specifica a questo punto ne dubito) e ho la cistifellea a clessidra, per LS quale assumo urdes 300 mg una volta al giorno.
    Il quadro si è notevolmente aggravato, infatti da qualche mese a questa parte a giorni ho dolori allo stomaco ho percezione di infiammazione e una tosse che non se ne va nonostante assuma esomeprazolo da 40.
    Qualche giorno fa mi sono sottoposta a esofagogastroduodenoscopia :
    “Esofago iperemico al cardias;stomaco con ernia iatale di circa 1 cm e alcune erosioni antrali(biopsie); duodeno regolare.
    CP test negativo.”
    Sia il medico che ha eseguito l’esame che il mio medico di famiglia hanno parlato di sospetta celiachia: secondo lei è così?
    Le biopsie sono in grado di confermare o escludere con certezza se lo fosse?
    Nel frattempo è bene provare ad alimetarmi già escludendo il glutine oppure è preferibile attendere il risultato dell’esame istologico?
    Non ho mai eseguito esami del sangue per la celiachia, è necessario farli oppure sono sufficienti le biopsie fatte per la diagnosi?
    La ringrazio anticipatamente.
    Cordiali saluti

    RISPOSTA

    Gentile signora

    il sospetto che i suoi disturbi possano essere causati, almeno in parte, dalla celiachia o altro disturbo glutine-dipendente è certamente legittimo. Per valutare questa possibilità non è necessario, almeno in prima battuta, eseguire una biopsia intestinale ma è sufficiente praticare, su esame di sangue, il dosaggio delle IgA totali e la ricerca di anticorpi antitransglutaminasi IgA. L’esito della biopsia da lei riferito non permette in alcun modo di valutare l’ipotesi celiachia. Se gli esami suddetti risultano positivi il sospetto di celiachia è molto forte, qualora fossero negativi si può valutare l’ipotesi di una sensibilità al glutine di tipo non celiaco. Questa ipotesi può essere esaminata praticando, dietro guida specialistica, una dieta di esclusione di glutine per almeno 4-6 settimane con verifica dell’andamento dei sintomi in corso di dieta. Ribadisco il suggerimento di prendere contatto con gastroenterologo.

    Cordiali saluti

    Carlo Catassi