DOMANDA
Egregio professore, a luglio del 2014 a mio padre veniva inserito per via endoscopica dopo sfinterotomia della papilla stent in nipinol non rivestito per neoplasia della testa del pancreas con metastasi epatiche comprimente le vie biliari. Grazie a questo il papà veniva sottoposto a kemio palliativa gemcitabina+nab-paclitaxel con buona risposta delle metastasi e della massa pancreatica. A gennaio us il papà, ad un mese dall’ultimo ciclo e con TAC che vedeva solo riduzione di calibro dello stent ma non dilatazione delle vie biliari, veniva ricoverato d’urgenza per sospetta colangite (febbre, brividi, dolori addominali, subittero) che per fortuna rispondeva ad idratazione e terapia antibiotica combinata (durante il ricovero una eco dell’addome evidenziava via biliare principale di 13 mm di diametro ma nessun ostacolo grossolano evidenziabile nel lume dello stent). A 10 giorni dall’episodio il papà è a casa e sta bene (i valori di bilirubina si sono normalizzati, come gli indici di flogosi) ma vorremmo sapere se è giusto un atteggiamento attendista come consigliato dai gastroenterologi dell’ospedale oppure sarebbe il caso di intervenire sullo stent (che ho capito non potersi sostituire)
La ringrazio per l’attenzione
RISPOSTA
Buongiorno, se febbre, brividi, dolori addominali, subittero sono regrediti l’atteggiamento attendista è condivisibile. In caso a breve si ripresentino gli stessi problemi ritengo sia da valutare un ulteriore intervento endoscopico pur lasciando in sede la protesi in nitinol precedentemente posizionata
Cordialità