DOMANDA
Egregio Professore, mia madre che ha 84 anni, nel 2008 è stata sottoposta all’intervento di sostituzione di valvola aortica in quanto la stessa si era calcificata ed è stata sotituita con valvola biologica; mia madre non è diabetica ma ha un solo rene (l’altro le è stato asportato 40 anni fa per calcoli), soffre di osteoporosi e soprattutto di ipertensione per la quale è in cura con telmisartan 80 mg e manidipina cloridrato 10 mg, oltre che con la cardioaspirina, ma alcune volte i valori massimi arrivano a 140; vorrei chiederle cosa può fare per far sì che la valvola biologica duri il più a lungo possibile e da cosa può essere dipesa la precedente calcificazione; se andasse sostituita nuovamente, si dovrebbe ripetere l’apertura dello sterno? La ringrazio e la saluto.
RISPOSTA
Gentile utente,
non esiste una terapia medica per prevenire la calcificazione delle valvole biologiche. Questa cattiva notizia è controbilanciata dal fatto che, nel caso sua madre sviluppasse un’ulteriore stenosi aortica, questa potrebbe essere trattata con una nuova tecnologia che prevede l’impianto di una valvola inserita attraverso un’arteria della gamba, senza aprire lo sterno.
I valori di pressione da lei riferiti non destano particolare preoccupazione.
Cordiali saluti