Spiegazione referto

    DOMANDA

    Buongiorno ho eseguito
    una rx colonna lombosacrale per un dolore alla schiena da 15 giorni . Il risultato del referto è ridotta la lordosi lombare , conservato l allineamento dei muri posteriori , modica artrosi interapofisaria, conservato il tono calcico. Vorrei sapere cosa significa e se devo preoccuparmi per il mio lavoro passo 8 ore in piedi tutti i giorni può peggiorare la situazione ?
    Grazie spero in una sua risposata

    RISPOSTA

    La maggior parte dei dolori localizzati a livello del rachide lombare e cervicale è dovuta  alla riduzione o rettificazione delle lordosi che sono le curve fisiologiche, benefiche, normalmente presenti a livello lombare e cervicale.
    La presenza di tali curve aumenta la resistenza della colonna alle sollecitazioni di compressione assiale. Esse sono pertanto benefiche per la colonna vertebrale, le conferiscono una maggiore capacità di ammortizzare le pressioni e le sollecitazioni.
    E’ normale avere un certo grado di lordosi e di cifosi, non è normale che aumentino (iperlordosi e ipercifosi), ma non è positivo neppure che si riducano.
    Quando sono presenti le giuste lordosi la pressione si distribuisce uniformemente sul pilastro anteriore (disco e corpo vertebrale) e sul pilastro posteriore (faccette articolari). In questo modo la colonna è più solida, capace di sopportare senza problemi, pressioni anche elevate.
    La rettificazione delle lordosi normalmente è conseguenza delle posture statiche scorrette prolungate. È quello che  avviene a coloro che conducono una vita sedentaria e non svolgono una adeguata attività motoria di compenso: soggetti che mantengono la flessione del rachide non solo otto ore in ufficio ma altre ore nel tempo libero e, spesso, anche durante il riposo notturno.
    La mancanza delle lordosi rappresenta una condizione che rende il rachide lombare più delicato, instabile, meno resistente, meno capace di sopportare le pressioni quotidiane.
    Il soggetto, di conseguenza, comprende come non sia sufficiente preoccuparsi di ridurre il dolore con farmaci, massaggi o altre terapie passive. Ma occorre fare fondamentalmente due cose:
    1° evitare, il più possibile, le posture e i movimenti che costringono il rachide in flessione;
    2° eseguire con dolcezza e gradualità gli esercizi utili che mobilizzano il rachide in estensione.

    Fatte queste premesse, Lei può comprendere che la sua posizione di lavoro in piedi è meno dannosa di quella seduta. Tuttavia, in stazione eretta, il dolore insorge quando il lavoro costringe a curvarsi in avanti o quando si resta a lungo immobili. Pertanto, le consiglio, di fare una passeggiata a passo svelto tutti i giorni al termine della sua attività lavorativa.

    Cordiali saluti

    Benedetto Toso