Spondiloartrite enteropatica?

    DOMANDA

    A seguito di un rapporto orale ho avuto uretrite (si suppone causata da adenovirus), congiuntivite, dissenteria, spariti in un mese circa, e successivamente è comparso dolore lombosacrale con rigidità del rachide, e debolezza alla gamba e piede sinistro con sensazioni di bruciore e formicolio. Ora dopo un anno il dolore lombare si è attenuato ma è rimasta rigidità. La risonanza ha evidenziato una iniziale inversione della fisiologica lordosi lombare, ma niente di anomalo a carico delle sacroiliache. Mi sono rivolto a più reumatologi per sospetta sindrome di reiter ma vista la negatività della risonanza e degli indici di flogosi non me l’hanno mai diagnosticata. Tuttavia non sto bene: ho ancora la gamba dolente specialmente se sto in piedi e ho continui disturbi intestinali, soprattutto stipsi. Dalle ultime analisi risulta una calprotectina fecale con valore 67 quindi debolmente positivo. Hlab27 è negativo ma è positivo l’hlab35 (che ho letto essere predittore del morbo di Crohn). Esami urine, feci, tamponi per ricerca di clamidia e batteri vari sono tutti negativi.
    Chiedo:
    -può trattarsi di una spondiloartrite reattiva enteropatica?
    -la calprotectina positiva indica sempre la presenza di una malattia infiammatoria cronica oppure potrebbe avere altre cause meno “gravi”?
    Grazie

    RISPOSTA

    Ho letto dei suoi disturbi.
    Per quelli osteoarticolari puó provare con fisioterapia.
    Per quanto riguarda l’ intestino consiglio ricerca sangue occulto e ripetere calpro. Se positivo o calpro > 100 suggerisco ilocoonscopia.