staminali e glomerulonefrite da IgA

    Pubblicato il: 8 Marzo 2011 Aggiornato il: 8 Marzo 2011

    DOMANDA

    Buongiorno,

    sono la sorella di un paziente di 28 anni affetto da glomerulonefrite da IgA.

    Vi scrivo per porvi una domanda. Siccome tra meno di due mesi partorirò il mio primo figlio, sto valutando l’ipotesi di conservare il sangue del suo cordone ombelicale, nel caso possa in futuro essere utile a mio fratello malato, oppure a mio figlio, a me o ad altri familiari, compresi altri futuri figli, nel caso in cui dovessimo/dovessero manifestare la stessa malattia. Sono iniziati degli studi sull’uso delle cellule staminali del cordone ombelicale nella cura di questa malattia? Esiste la possibilità, anche remota, che un giorno queste cellule possano rivelarsi utili a questo scopo?

    Grazie dell’attenzione dedicatami. Nell’attesa di una vostra risposta, porgo cordiali saluti.

    Francesca

    RISPOSTA

    Cara Francesca,

    La conservazione del sangue del cordone ombelicale è oggi incoraggiata soprattutto con finalità, diciamo così, altruistiche. Si dona cioè il cordone per conservarne le cellule in una banca che le metta poi a disposizione di bambini che hanno bisogno di un trapianto di midollo.

    Le cellule possono essere raccolte e conservate anche per un possibile per sé, nell’ipotesi di un uso futuro per quella che si chiama oggi medicina rigenerativa. L’idea è che in un futuro queste cellule verranno utili per riparare tessuti o rigenerare organi.

    Al momento attuale però, non c’è prova alcuna che le cellule del sangue cordonale possano essere utilizzate per terapie di questo tipo, e in particolare non ci sono dati sul loro possibile impiego nella nefropatia a depositi mesangiali di IgA. Certo, non si può escludere a priori che questa sarà la strada per curare questa e altre malattie renali in futuro, ma se come e quando questo avverrà rimane da verificare.

    Mentre la donazione a scopo altruistico è incoraggiata e il numero degli ospedali dove è possibile farlo sta aumentando. La conservazione per sé stessi in Italia non incoraggiata, anche se esistono numerose organizzazioni a scopo di lucro, che pubblicizzano su Internet i propri servizi.

    Il costo per la conservazione del cordone è variabile.

    Cordiali saluti,

    Giuseppe Remuzzi