DOMANDA
Vorrei sottoporre la lettura di una RM che ha effettuato mio marito, 55 anni, con un ictus avuto nel 2004 e con esiti alla parte sx concernenti la perdita di sensibilità all’arto superiore e inferiore. Da circa un anno, però, appare pure la perdita di sensibilità nella parte dx e dopo vari esami gli viene prescritta una RM al rachide cervicale il cui referto riporto qui di seguito.
“Non si apprezzano alterazioni in corrispondenza della giunzione cranio-vertebrale. Rettilineizzazione del rachide cervicale con discrete alterazioni spondilo-disco-artrosiche dei corpi vertebrali. In particolare i dischi compresi nel tratto C3-C7 protrudono in sede postero- mediana comprimendo la corda midollare.
Il rilievo è più evidente al livello C4-C5 ove si apprezza una stenosi serrata del canale spinale con un’alterazione di segnale centromidollare. I diametri del canale spinale sono ridotti anche ai livelli C5-C6 e C6-C7.”
Siccome viene ipotizzato un intervento chirurgico vorrei chiedere quali rischi ci sono e dove sarebbe meglio eseguire questo tipo di intervento. Vi ringrazio e resto in attesa di una vostra risposta.
RISPOSTA
Buongiorno,
il referto da Lei inviatomi descrive un importante “restringimento” del canale vertebrale nel tratto cervicale.
Il dato più importante è l’alterazione di segnale centromidollare tra C4 e C5, ciò significa che in quel tratto (tra la quarta e la quinta vertebra cervicale) il midollo spinale è stato “schiacciato” per così tanto tempo, in seguito alla stenosi, da creare una sofferenza midollare.
Chiaramente è fondamentale visitare la persona in causa ma il quadro radiologico descritto depone per l’intervento chirurgico di decompressione midollare.
I rischi, in mani esperte, sono limitati trattandosi infatti di un intervento routinario.
Le consiglio di affidarsi ad un centro con buona esperienza neurochirurgica.
Cordiali saluti