DOMANDA
Gentile Dottore, ho uno zio 81enne ischemia cardiopaticatica con 4 bypass nel 2000.Sino ad oggi nessun altro problema.Il cardiologo per scrupolo gli ha prescritto l’ Ecocolordoppler TSA e ne è seguita questa valutazione:
Ispessimenti parietali di marcata entità a livello carotideo bilateralmente.A destra numerose placche fibrocalcificate lungo il decorso dell’ ACC, con stenosi max, al 3* medio, del 40%circa;placche fibrocalcifiche alla BC con stenosi >75% estese, con aumenti della velocità ( PSV>250cm/sec), all origine e a tratto iniziale dell’ ACI e dell’ ACE.
A sinistra numerose placche fibrocalcifiche lungo il decorso dell’ ACC, con stenosi massima, al 3* medio del 40% circa; placche fibrocalcifiche alla BC, estese all origine e al tratto iniziale dell’ ACI e dell’ ACE, con stenosi mal valutabile a causa del cono d ombra, ma verosibilmente riferibile al 60%circa. Arterie succlavie pervie nei tratti eplorabili, bilateralmente placca fibrocalcifica all origine del vaso, con stenosi moderata.
Arterie vertebrali a flusso ortogrado, destra, ad alta portata, prevalente.Lo specialista esecutore ha vivamente sconsigliato di intervenire ritenendo nel post intervento la pressione sanguigna troppo imponente(?)e a suo dire nel tempo la natura ha compensato gli squilibri più gravi . Mentre Il medico di fiducia lo ha invece inviato al San Martino di Genova per il trattamento stenosi carotidea. Lei cosa ne pensa? La ringrazio anticipatamente.Cordiali saluti.
RISPOSTA
Caro Utente,
secondo le linee guida della SICVE (Società Italiana di Chirurgia Vascolare) e Internazionali le indicazioni ad operare un paziente con stenosi della carotide sono le seguenti: pazienti asintomatici con lesioni stenosanti emodinamicamente significative (uguali o superiori al 70%); In alcuni casi anche pazienti con sintomi neurologici (TIA recidivanti) e lesioni di minor importanza ma sostenute da placche instabili (placche disomogenee dal punto di vista della morfologia e del contenuto). Secondo quanto emerge dall’Ecocolordoppler esiste l’indicazione ad un intervento alla carotide dopo aver stratificato il rischio cardio-anestesiologico durante un cosidetto “prericovero”. Credo inoltre che il suo familiare si debba sottoporre ad un ulteriore esame (angioRMN con Gadolinio e RMN Encefalo) per decidere se indirizzarlo al trattamento chirurgico o quello meno invasivo “endovascolare”. Infatti oltre alle tecniche chirurgiche tradizionali oramai consolidate di disostruzione della carotide (endoarterectomia carotidea), si sono affiancate le tecniche endovascolari (stenting carotideo). Le procedure di angioplastica (stenting carotideo) hanno permesso di ottenere risultati incoraggianti in pazienti ad alto rischio chirurgico (ultraottagenari, pazienti cardiopatici con angina instabile, pazienti ad elevato rischio anestesiologico) o particolarità anatomiche della lesione carotidea (lesioni limitate alla carotide interna particolarmente alte. Suggerisco inoltre che l’intervento sia condotto da un chirurgo vascolare esperto c/o un centro ad elevata specializzazione. Cordiali saluti. Per saperne di più puo’ consultare il sito web: www.renatocasana.it