DOMANDA
Buonasera.Da più di dieci anni soffro di stipsi ( 2 evacuazioni settim. senza stimolo e con feci dure , sensazione di evacuazioni incomplete e spesso sforzo per riuscire ad evacuare ed ho sempre cercato di curare questo disturbo con lassativi vegetali ” fai da te” che acquistavo in erboristeria).
Da più di tre mesi soffro di un dolore al qudrante destro inferiore e da visita gastroenetrologica mi è stata diagnosticata sindrome da intestino irritabile.
(Eseguita anche eco addome completo tutto nella norma).
Mi sono sottoposta a colonscopia ( su consiglio del medico di famiglia) ma purtroppo l’esame è stato interrotto alla fossa splenica a causa di coprostasi massiva normocromica (l’indagine è stata fin dall’inizio comunque molto limitata a causa dell’abbondante coprostasi semiliquida ).Ora il gastroenterologo mi ha prescritto di continuare ad assumere fermenti lattici, un lassativo a base di macrogol e per un mese una compressa e mezza al dì di un farmaco a base di ottatropina metilbromuro ( + diazepam) per il dolore addominale. Dalla visita gastroenterologica l’addome è risultato trattabile senza segni d peritonismo.
Devo confessare la delusione provata per non aver portato a termine la colonscopia ( preparazione fatta con dieta e preparato per pulizia intestinale)!!Ora il dubbio che mi resta è quello se forse non sarebbe utile effettuare un altro/altri esami per cercare di capire il motivo di questa stipsi cronica .Ringrazio moltissimo per la gentile attenzione.
RISPOSTA
Da quanto esposto, sembrerebbe trattarsi di stipsi da rallentato transito intestinale. La coloscopia non serve a rivelare nulla al proposito, ma solo ad eliminare dubbi da altre cause ostruenti ed eventualmente a mettere in evidenza eventuali stati infiammatori della mucosa intestinale (che non hanno nulla a vedere con il colon irritabile).
Potrebbe essere utile eseguire una Rx tempi di transito intestinale, semplice esame radioogico eseguito dopo un tempo prestabilito (3 o 5 gg) a seguito di ingestione di markers radiopachi (minuscoli gommini da ingerire e che sono visualizzabili alla radiografia). Tale esame deve essere eseguito, però, in assenza di terapia lassativa e qualsiasi terapia in grado di influire sulla dinamica intestinale. Dopo 5 gg i markers dovrebbero essere tutti evacuati. In caso contrario, sarà necessario osservarne la disposizione per comprendere il segmento colico interessato dalla riduzione di motilità peristaltica. In caso di accertata riduzione della funzione peristaltica colica, potrebbe essere utile eseguire un ciclo di idrocolon terapia in associazione agli altri presidi terapeutici del caso (dieta, idratazione, terapia farmacologica e moto).
Qual’ora dovesse risultare interessato il tratto del sigma o del retto, anche la neuromodulazione sacrale sembra dare soddasfacenti risultati, ma il tutto deve essere affrontato in maniera adeguata dopo corretto inquadramento clinico (patologia, età, condizioni generali, profilo psicologico, assenza di patologie concomitanti…).
Cordiali saluti.
Dr. Giuseppe Calabrò