DOMANDA
Egregia dottoressa,
ho 23 anni, fortunatamente senza particolari problemi di salute. Soffro di una lieve stitichezza, nel senso che non penso sia a livelli gravi da assumere medicinali. Premetto che anche mio padre è stitico,io fino ad ora ho risolto il problema con qualche cibo lassativo (ho provato Kiwi, pera, cereali integrali, ma quello che ha veramente funzionato è l’uva nera). Senza qualcosa di lassativo può capitare che vado ugualmente in bagno oppure che non ci vado per 1,2,3 giorni. Per evitare di dover sempre mangiare l’uva ho letto “ok, la salute prima di tutto” e ho trovato il rabarbaro(oppure enna, cascara, frangola) ma mi hanno detto che può provocare una sorta di dipendenza da parte dell’intestino.
Le chiedo se il rabarbaro abbia effetti collaterali e quali. In tal caso cosa mi consiglia?
Grazie
cordiali saluti.
RISPOSTA
Gentile Lettrice,
per il contenuto in ossalati e antrachinoni si trova in natura sotto forma di ossalati di acido di potassio e di calcio, pertanto il rabarbaro se consumato in eccesso potrebbe causare una carenza di potassio ed un aumento dell’ azione dei glicosidi cardiaci con una conseguente interferenza con alcuni farmaci antiaritmici. Da evitare in gravidanza e allattamento. Ne consiglio l’ uso dietro prescrizione medica.
Cordialmente,
Dr. Virginia Bicchiega