Strategia diagnostica da seguire

    DOMANDA

    Gent.mo Prof. Alessandro Sciarra,

    ho 62 anni. Ho avuto un rialzo del psa (check up ematochimico di routine, getto urinario molto modestamente diminuito di potenza): 4,4 gennaio 2014, 4,8 nel giugno, arrivato fino a 5,6 nel marzo 2015 con frazione psa libero sempre al 17%. Gennaio 2014: visita ed eco transrettale da un collega andrologo a Pisa negative. Prostata di circa 35 cc con adenoma abbastanza nella norma per l’età. In seguito ai valori di psa raggiunti nel marzo 2015 altra visita da un urologo a Parigi, sempre negativa e risonanza magnetica “funzionale” (morfologica e dinamica) nel servizio radiologico di un ospedale parigino a fine maggio. In quello stesso periodo il psa ripetuto in un laboratorio parigino è risultato di 3,5 (ratio sempre 17%).

    ll referto della RM recita:

    Immagine nodulare di 5 mm in iposegnale T2 del lobo sinistro della prostata periferica, con restrizione della diffusione e con flebile rialzo dopo iniezione di gadolinium (picco del 60%).

    Conclusioni: Nodulo PI-RADS 4 della prostata periferica sinistra.

    Non sembra sia stato misurato il wash-out e non è stata fatta la spettroscopia. Curiosamente la prostata risulterebbe di 17 cc invece che di 35 e l’adenoma non ci sarebbe.

    Mi suggeriscono la biopsia. Io non vorrei farla.

    La RM mi piacerebbe comunque confermarla viste le discrepanze su volume e adenoma. Mi domando anche se per es. rifare la RM in una radiologia dove facciano anche la spettroscopia aggiungerebbe qualcosa evitando eventualmente la biopsia (ho anche un difetto di coagulazione).

    Gradirei anche il suo parere sulla eventuale utilità di un dosaggio del PCA3.

    Ringraziando anticipatamente per il tempo che mi dedicherà invio cordiali saluti,

    RISPOSTA

    Buongiorno,

    il mio consiglio e’ di eseguire la biopsia, sia random, che mirata nella zona della risonanza magnetica.

    Esami come la PCA3 o Prostate -health index non aggiungono nessuna informazione rilevante.

    Considerando la sua eta’ , una eventuale diagnosi di tumore prostatico in fase precoce , potrebbe essere importante e permettere terapie con successo.

    Cordiali saluti

    Prof Alessandro Sciarra