DOMANDA
Gentile dottoressa,
a giugno 2010 ho lasciato con poco rammarico un lavoro che mi teneva attaccata all’idea di non meritarmi molto. Da quel momento, insieme alla libertà ed al rispetto per me acquisito, ma anche all’amarezza per il vecchio ambiente di lavoro, mi sono impegnata tantissimo per ottenere l’indennità di disoccupazione che mi spetta in vista di un aggiornamento professionale per poter cercare un lavoro di qualità, il mio. Oggi ho finalmente avuto risposta positiva alle mie istanze, per cui ho dovuto letteralmente combattere: ho ricevuto tanto no e tanti non so, sono stata mandata da un ufficio all’altro, ogni giorno un appuntamento, risposte spesso contraddittorie.Ero sull’orlo di una crisi di nervi e ho dovuto essere forte, imparare ad esserlo e ad avere fiducia. Tante persone mi sono state vicine.
Ora, appunto, che potrei godermi il gusto della vittoria, mi sento invece un po’ triste, stanca, e forse impaurita. E’ normale?
Grazie
RISPOSTA
Da quanto leggo capisco che lei ha lottato molto e quindi può a pieno titolo essere molto stanca. Questa stanchezza fisica può avere delle ricadute sul piano psicologico e favorire una certa confusione attributiva, portandola a riconosce come ‘delusione’ ciò che in realtà è solo ‘affaticamento’.
Necessita di un po’ di ‘riposo psicologico prima di riuscire a godere più pienamente del frutto delle sue fatiche.
Forse nuove responsabilità la aspettano ragion per cui denuncia un po’ di timore.
La paura è una emozione adattiva. Disadattivo è semmai il modo in cui la affrontiamo.
Sia convinta di riuscire e di valere e stia ferma ai suoi obiettivi e forte nella consapevolezza delle conquiste e vedrà che le paure le ‘serviranno’ per meglio superare gli eventuali ostacoli e infine renderla più forte.
Vedrà che lo sarà presto … nel frattempo continui ad ascoltare le sue emozioni e a trarne ‘conforto’ e ‘suggerimento’ per le sue conquiste di vita.